LE STELLE D’AGOSTO MI GUARDANO

Le stelle d’agosto stavolta stanno a guardare. Guardano una me troppo affaccendata e stanca per avere la forza di rivolgere gli occhi al cielo. E, quel che è peggio, per averne la voglia.

Giorni convulsi, tempo avaro, forze disoneste che abbandonano il campo. C’è da fare, c’è da fare, ci sono cose troppo materiali da fare per badare a qualcosa di tanto poetico e inafferrabile come le stelle. Niente è più distante da qui, ora, delle stelle; in tutti i sensi.

Piccole luci d’agosto, quest’anno tocca a voi abbassare lo sguardo e guardare questa meteora impazzita che al bivio ha sbagliato cosmo, finendo in un vero buco nero che inghiotte ogni sua energia.
Vi divertirebbe esprimere un desiderio ad ogni mia corsa, specialmente se la suddetta è a vuoto? Fate pure, ve lo realizzerò. Sono qua per questo. In fondo il mio da fare serve a realizzare proprio i desideri/ordini di qualcuno, e soddisfare i bisogni di tutti. Non mi scompongo se mi chiedete di rendere reale un vostro sogno. Io lo posso fare.

Posso fare di tutto, basta che non mi soffermi su quello che vorrei per me. Perché allora le parti s’invertirebbero, care stelline agostane, così vicine e così lontane…e toccherebbe a voi darvi da fare per me, come in effetti sarebbe nell’ordine naturale dell’universo.

Io invece, scheggia impazzita, meteorite anomalo senza un centro di gravità permanente, impianto un vorticoso giro di valzer e vado, corro, volo.
Quello che c’è nella mia testa e nel mio cuore non ha alcuna importanza in questo momento. Non ce l’ha per nessuno.

Nella mia testa ci sono storie. Mai così chiare come in questo periodo. Storie che vorrebbero nascere, che mi urlano nella testa ma il cui grido resta muto. Perché la testa non sa riversare il suo contenuto sulla carta o in un file, ha bisogno delle mani. E le mani stanno sempre a fare qualcos’altro. Ma anche le mani da sole non sono di grande aiuto, hanno bisogno dei piedi, o comunque di un qualcosa che imprima la cinetica necessaria affinché le mani possano lavorare. Quindi ho tutto in movimento, gli arti, il corpo e la testa, ma non in modo sincrono. Come se fossi disarticolata, o eterea, uguale alle stelle lassù, la testa va per conto suo mentre il resto in un’altra direzione. Anzi, in mille altre direzioni, nel più caotico dei big bang, ma non così creativo come l’originale.

Cosa ne faccio di tutte quelle storie?
Domani magari non ci saranno più. Mi resterà solo il retrogusto indefinibile delle occasioni perdute. L’idea non sempre soggiorna dove nasce. A volte se ne va in cerca di approdi migliori. A volte proprio si autodistrugge, perché il tempo e la cova non le sono stati favorevoli e la combinazione delle due cose le ha fatto perdere consistenza.

Nel mio cuore invece c’è soprattutto voglia di tenerezza, di coccole gratuite, senza tempo né fretta, balsamo per gli affanni quotidiani. Anche questo non ha importanza, dato che devo seppellire questo mio bisogno nel vortice e nella stanchezza.

E poi devo correre correre per soddisfare i vostri bisogni, stelline.
Voi che mi guardate da lassù, lo vedete lo strascico della mia cometa che appiana le difficoltà, risolve i problemi, cerca di mettere in discesa la strada? Di cosa avete bisogno, voi?

Volete un universo tutto nuovo perché questo proprio non va?
Volete non morire in una fiammata nello scontro con l’atmosfera, ma brillare in eterno su questo mondo matto?
Volete essere esonerate dall’esaudire i desideri altrui (come vi capisco…)?
Volete un luogo in cui il tempo non esista, i doveri neppure, ma in cui regnino amore e armonia?
Volete un luogo in cui si mangia quando si ha fame e si dorme quando si ha sonno, secondo ritmi naturali e non imposti?
Volete che l’estate non finisca mai, che sia per sempre agosto, con voi alla ribalta che più vi si addice, e non come protagoniste di un oroscopo fasullo che predice bene, ma regala niente?

Mi sembra che non chiediate troppo, tutto sommato.
Posso farcela.
Ora mi metto d’impegno, corro ancora un po’, e correndo lascio la scia. E per ogni mia scia un vostro desiderio.
Non mi costa niente.

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2 Risposte to “LE STELLE D’AGOSTO MI GUARDANO”

  1. Pedalopoco Says:

    Ciao Ramona,

    mmmmmm qui mi sa che urge una cura “marina” al più presto.
    Sole, caldo, spiagge, onde, sapore di sale sulla pelle, coccole ecc. ecc. 😉

    Se per caso con la nostra “armata brancaleone” incrociamo la tua scia ci mettiamo sicuramente con il naso all’insù a vedere lo spettacolo 🙂

    Noi eravamo qui:

    http://www.pedalopoco.it/racconti/2010_08_10_moria/2010_08_10_moria.html

    all’ultimo abbiamo dovuto cambiare meta perchè un temporale ci ha impedito di raggiungere la cima del Monte Menegosa come desiderato.
    Poco male… grazie ai potenti mezzi a 4 ruote ci siamo velocemente spostati verso un colle “meno bagnato”… e malgrado parecchie nuvole il cielo stellato ci ha regalato una quindicina di stelle “cadenti”… piccole
    scie di luce…

    Buona giornata, un sorriso e un super abbraccio.

    Peda

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  2. ramona Says:

    Ciao Peda. La cura marina sarebbe l’ideale, ma mi sa che per quest’anno non me la prescrivono più…
    L’ allegria che traspare dalle vostre foto però riscala il cuore. Spero che una stellina piccola piccola abbia lasciato la sua scia per me.
    Abbraccio a tutti voi!

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