VOLARE

L’uomo vuole volare. Lui, terrestre, è riuscito a conquistare i fondali marini nuotando con i pesci, a esplorare le viscere del pianeta abitate da creature cieche e sconosciute,  e a violare lo spazio, disturbando anche le stelle più imperturbabili.

Ma ciò che gli preme di più è di essere a tu per tu con il cielo.

Ci ha provato Icaro, ed è andata male.
Ci ha sognato Leonardo, arrivando ad un passo, anzi, ad un battito d’ali, dal riuscirci.
Ma oggi l’uomo vola.
Leonardo non ha studiato invano, mezzo millennio fa.

Le ali l’uomo non le ha, e allora se l’è inventate.
Comincia con il distenderle per terra. Un’unica ala, legata da mille fili a un’imbracatura che somiglia molto a una comoda poltrona: sarà per godere meglio della vista mozzafiato da lassù, che nessun megaschermo virtuale può rendere.

L’uomo non ha nemmeno piume, ma lo divora una voglia immensa di abbandonare la zavorra e librarsi verso il sole.
La gigantesca ala è pronta, l’uomo, nato nudo, al posto delle piume ha indossato tuta, guanti e casco. Non avrà l’istinto del volo, ma l’intelligenza lo ha dotato di un modernissimo altimetro che comprende una marea di funzioni: quelle che un uccello possiede solo perché uccello.

L’uomo aspetta il momento. Come gli uccelli può sfruttare le correnti, anzi, deve, e le aspetta, altrimenti il suo sogno s’infrange sulle rocce.
La manica di vento piantata sull’orlo del dirupo lo aiuta dove un uccello nemmeno si pone il problema. Il vento c’è, ma dev’essere quello giusto, soffiare dalla parte favorevole, non essere troppo forte né una brezza leggera, e soprattutto non deve essere capriccioso.
L’uomo guarda speranzoso e paziente la manica, amica del vento.
E finalmente è l’ora.

Solo un piccolo colpo, e l’ala si alza, si gonfia, enorme, colorata, sicura. Due salti verso il vuoto, l’abisso è lì sotto, ed è un momento magico… i piedi non toccano più il suolo, la zavorra è sconfitta. L’uomo vola!!!!!

Istanti di pura follia, immagino il cuore dell’uomo che accelera, per l’emozione e per un po’ di naturale paura: in fondo l’uomo ha da sempre i piedi per terra, è la testa che a volte gli parte per le nuvole… ma ora ha entrambi leggeri, e le nuvole quasi le può toccare.
Sotto di lui i prati e le casette piccole piccole, altri umani simili a formichine legate al suolo che lo salutano agitando le mani. Davanti le montagne, non più così alte, ma vicine. E nessuno accanto. Solo con il vuoto, solo con il cielo.
Come un uccello.

La grande ala vira ubbidiente al comando dell’uomo, che non ha la coda per cambiare la rotta.
Ora l’uomo sa cosa vuol dire volare, senza l’ausilio di un motore. Era quello che voleva. L’uomo padrone del mondo ha domato ogni ambiente, il mare e il cielo, la superficie e il sottosuolo. Nessuna creatura vivente ha la sua capacità di adattamento, la sua ambizione di dominio. Ma, anche, nessuna creatura può gioire come l’uomo delle sue conquiste.

L’uomo ora sorride, ride.
Un uccello vola perché non sa fare altro. L’uomo vola perché lo ha voluto e da questo ne trae una felicità assoluta.

Io, piccolo puntino terrestre, lo guardo, e vorrei essere con lui, tra le nuvole.

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4 Risposte to “VOLARE”

  1. Pedalopoco Says:

    🙂 ma che bello!…

    e poi le due fotografie 😉

    bellissimo racconto-descrizione di un volo con parapendio e di te spettatrice di tutta quella bellezza, dei panorami che avevi davanti in una bella giornata di sole e di quell’uomo attaccatto alla sua ala che lo ha reso libero di volare proprio davanti ai tuoi occhi in quello spazio tra i monti.

    Ti dico la verità che (non avendo visto subito la seconda fotografia) ho sperato in un finale con te appesa sotto a quelle corde… :-)… sarà per la prossima volta… edddaaaaaai che ci vuole.. un attimo si staccano i piedi da terra e ffffffffff si volaaaaaaaaaaa

    A presto

    Peda

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  2. ramona Says:

    eh eh… confesso che l’ho proprio desiderato anche io di volare, sembrava una cosa così facile e così sicura…. Mi dispiace solo che le foto non rendano veramente quello che ho visto: ci sono stati dei momenti di emozione pura, ma momenti, appunto, e la macchina fotografica è stata troppo lenta…
    Insomma, accontentiamoci, è stato bellissimo anche così!
    Un bacione!!!!!!

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  3. VINCENZO Says:

    CHI NON HA MAI SOGNATO ALMENO UNA VOLTA DI VOLARE ? INTENDO NON SOLO FISICAMENTE, MA SOPRATTUTTO COME ESPRESSIONE DELLA LEGGEREZZA DELL’ ANIMA, LIBERAZIONE DA PENSIERI, A VOLTE INUTILI, CHE CI ANCORANO AL SUOLO ANCOR PIU’ DI QUANTO NON FACCIANO LE LEGGI DELLA FISICA. LE ALI SONO LA RAPPRESENTAZIONE METAFORICA DI QUALCOSA CHE VORREMMO AVERE FARE, RAGGIUNGERE, LA SFIDA CHE ACCOMPAGNA OGNI GIORNO LA NOSTRA ESISTENZA E CHE, A VOLTE, CONDUCE ALLA REALIZZAZIONE DEI PROPRI DESIDERI. BISOGNA SOLTANTO CREDERCI UN PO’ …
    UN SALUTO DALLA PUGLIA.

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  4. ramona Says:

    Il sogno del volo, in ogni senso, è intrinseco all’uomo, come lo è la paura di cadere… coesistono entrambi e hanno la stessa forza. Non si smette di sognare di volare e di provarci, e non si smette di averne paura: si tenta, sempre!
    Ciao Vincenzo, che bello vederti qui!!!!

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