LETTERA D’AMORE

Ho ritrovato una lettera d’amore vecchia di un quarto di secolo, chiusa in una scatola, sepolta in un luogo poco accessibile di un armadio che apro poche volte. Ed è stato uno sciogliersi del cuore, un fiume di pensieri.
Un amore mai stato, impossibile per i tempi, per una me così giovane con un futuro ancora da indovinare, alle prese con scelte importanti.
Quella che il contenuto della lettera mi prospettava poteva essere una di quelle scelte. Ma non lo avevo capito subito; non immaginavo, allora, la profondità di un sentimento che avrebbe potuto cambiare e sconvolgere la mia vita e quella di altre persone. Non ne avevo avuto sentore prima di ricevere quella lettera, e dopo le decisioni erano state prese, alcune porte erano state aperte e altre chiuse.

Lo ricordo benissimo il giorno in cui quella lettera mi è arrivata, stupendomi: era da poco passato il mio compleanno.
Non conoscevo la calligrafia e non c’era mittente sulla busta.
Che strano, oggi, pensare all’insieme di gesti ed emozioni che comportava ricevere una lettera scritta a mano, in tempi in fondo non troppo lontani ma così diversi da sembrare preistorici. Il batticuore, la curiosità, il cercare di riconoscere la mano di chi la mandava, l’analisi del modo in cui era appiccicato il francobollo, se diritto o capovolto, per interpretare da questo il carattere della persona; e poi l’emozione nell’aprire la busta, chiedendosi cosa c’era dentro, quali parole dette e quali non dette, quali profumi, quali pensieri. Non so perchè, ma oggi aprire una mail o un sms non dà esattamente la stessa emozione. Ma forse sono solo nostalgica di un tempo più lento, silenzioso e avvolgente.

Ricordo quando infine ho aperto la lettera andando subito alla firma per capire chi fosse il mittente. Un balzo del cuore, la sorpresa, l’incredulità. Come aveva fatto, “lui”, a rintracciarmi? E cosa aveva da dirmi?
A mano a mano che leggevo scoprivo una bellissima lettera d’amore, a tutt’oggi la più tenera che mai abbia ricevuto. Un amore maturo e consapevole della sua stessa impossibilità di esistere, ma che tuttavia mi rimproverava gentilmente di essere stata la causa di tale impossibilità. Dall’altra parte, infatti, si svelava una implicita disponibilità a sfidare tutte le convenzioni in nome di un sentimento pudicamente chiamato affetto, ma che tale, lo capivo mentre leggevo, non era. Era molto di più.

Mi tremavano le gambe, non sapevo cosa pensare. E così continuavo a leggere. Mi vedevo attraverso gli occhi dell’innamorato, che mi raccontava le sue emozioni nell’osservarmi, in silenzio, muovermi “con atteggiamenti aggraziati e felini” per il mondo. E mi stupivo. Non avevo mai pensato di poter suscitare un paragone di questo genere. Non vedevo in me i movimenti eleganti, sicuri e sensuali di un felino. Ma chi può dire cosa comunichi veramente negli altri il linguaggio del corpo?

Parole poi di apprezzamento per la mia scelta d’indipendenza, ma che in fondo ribadivano che lui avrebbe potuto pensare a me per ogni mio bisogno: “Bastava una tua parola e non avresti avuto problemi.”

A rileggerle ora mi fanno uno stranissimo effetto. Abituata da sempre a cercare la mia strada da sola, a contare sulle mie forze, non ho mai chiesto l’aiuto di nessuno. Sono partita e sono arrivata dove sono sempre da sola, superando difficoltà di vario genere, organizzando la mia vita senza troppi condizionamenti, aggiustando il tiro, sudando e faticando, guadagnandomi tutto ciò che ho. Niente mi è stato, o mi è tuttora, regalato.

E ora, di fronte a queste tenere parole, che niente hanno di sdolcinato, provo a immaginare una vita diversa, accanto a qualcuno che si dichiarava disposto a proteggermi, a spianare le mie difficoltà, a rendermi tutto più facile, per amore. Solo per amore. Certo, di momenti difficilissimi insieme ne avremmo attraversati, se avessi aperto quella porta, anziché chiuderla, ma quelle parole mi cullano, evocano la braccia protettive di un principe senza paura che affronta il drago per me. Alla luce della fatica di tutti gli anni passati, mi chiedo quanto sarebbe stato bello accettare e non preoccuparmi veramente di nulla. Abbandonarmi fiduciosa a una persona che mi avrebbe tolto ogni preoccupazione, dalla bolletta da pagare ai conti da far quadrare. Una specie di favola. Sarebbe stato magnifico, ma la realtà mi dice che non lo avrei mai accettato. Sono uno spirito troppo indipendente. La magia non ci sarebbe stata. E il mio destino era comunque un altro.

“Inutile che cerco di scriverti parole… mi manchi, mi manchi…”

Tremavo nel leggere queste parole. Com’era stato che non mi ero accorta di quanto fossi importante per un uomo che aveva già tutto quello che poteva desiderare? Mi sentivo di colpo responsabile per la sua sofferenza, e avrei voluto averlo davanti per consolarlo, e dirgli che anche lui mi mancava. Non c’era stato niente fra noi, solo una corte scherzosa, o io la credevo tale; invece era seria e non lo avevo capito. Ma quel gioco mi mancava un po’, anche se sapevo che era un giocare con il fuoco.
A quale donna del resto non piace essere ammirata e corteggiata? Io credevo fosse uno scherzo, l’eterno gioco del rincorrersi, del pavone che fa la ruota per attrarre la femmina. Sapevo già che non avrebbe condotto a niente e niente ero disposta a dare oltre al gioco e un po’ di affetto.
Già, affetto. Perchè in qualche modo volevo bene a quell’uomo, di cui in fondo sapevo pochissimo. Ero certa della sua onestà, della limpidezza del suo animo, e alla luce delle parole di quella lettera ora sapevo che non avrebbe esitato a sfidare il mondo senza nascondersi.
Per me.
Solo per me.
Mi fa ancora effetto.

È assurdo, ma a distanza di tutti questi anni, scopro che qualcosa manca anche a me… mi manca non aver mai risposto a quella lettera, decidendo di non coltivare illusioni, di non creare storie impossibili da condividere, di non fare del male a nessuno, tanto meno a noi; di chiudere una porta, immaginando, come poi è stato, che se ne sarebbe aperta un’altra, definitiva.

Mi manca non sapere, ora, cosa è rimasto di quell’amore intenso. Non c’è rimpianto, la mia vita è stata piena d’amore ugualmente, ma ora che il tempo corre via veloce mi manca quella pagina sospesa.

“Tu rimani sempre nei miei sogni mai diventati realtà.”
Mi scesero le lacrime allora, leggendo queste parole, e mi commuovo ancora adesso. Allora piangevo per il vuoto che avevo creato, per la fine di una leggerezza che tuttavia mi aveva aiutata in un periodo difficile, e per il dolore che inconsapevolmente avevo provocato. Adesso mi colpisce la struggente malinconia che avverto pienamente fra le righe, la solitudine di un uomo che solo non era, ma tale si sentiva. Sono un’inguaribile romantica, l’amore mi commuove in tutte le sue forme, ma poi mi prende anche la nostalgia dei miei 20 anni, e di una vita tutta da inventare.

Non si tratta di rinnegare alcuna scelta, tutto quello che ho fatto andava fatto ed è stata la scelta giusta.
Ma mi voglio cullare un po’ nel ricordo, nella magia di una lettera d’amore, di una cosa che non è stata, di una fantasia innocente. Voglio pensare che da qualche parte nel mondo, un uomo sta ancora pensando a una ragazzina “raggiante e padrona di se stessa” come a un prezioso regalo del passato.

Ripongo la lettera nella sua scatola, nel suo angolo irraggiungibile di un armadio che non apro mai, ringraziando con affetto colui che me l’ha inviata. Chissà se mai le nostre strade si incroceranno di nuovo…
Se non sarà così, sappi, mio mancato amore di un’altra epoca, che anche io, in qualche modo, ti ho voluto bene, e quanto non è stato era giusto che non fosse.

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6 Risposte to “LETTERA D’AMORE”

  1. Incorsivo Says:

    Bellissimo post, hai commosso anche me 🙂

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  2. ramona Says:

    Grazie, Incorsivo… sei molto gentile. Seguimi ancora, se lo vuoi.

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  3. federica sgaggio Says:

    Che bella storia.
    Non ne hai più saputo niente?

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  4. ramona Says:

    Ciao Federica. Ho avuto qualche notizia vaga, ma diversi anni fa. Non so nulla di ciò che resta delle sue emozioni. E il destino ha voluto che un giorno ci sfiorassimo senza poterci parlare: io ho visto lui, lui non ha visto me, e il caso ci ha portato lontani. Sarà sempre il caso, o il destino, se lo vorrà, a farci incontrare. Intanto mi resta un ricordo bellissimo e struggente a scaldarmi il cuore.
    Un abbraccio, e grazie!

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  5. Pedalopoco Says:

    😉 non è che non passo a guardare e leggere con emozione ciò che racconti…. è che a volte non so veramente cosa aggiungere se non ritornare all’inizio dello scritto e ricominciare a leggere…

    a presto

    peda

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  6. ramona Says:

    Purtroppo caro Peda, sto avendo pochissimo tempo per postare qualcosa di decente… ma anche solo di pensare! Spero al più presto di ritrovare ordine e tranquillità. E anche allora ti aspetterò puntuale a leggere i miei piccoli pensieri. grazie della tua presenza!

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