LA PRIMA DOMENICA AL MARE

Il primo giorno di mare della stagione!

È solo maggio, che da poco ha superato la sua prima metà, ma il tempo matto fa illudere che sia luglio. In montagna c’è caldo, ma non esagerato. Le nuvole passano, lasciano una schizzata di pioggia a macchia di leopardo, e se ne vanno. Ma qualcosa mi dice che al mare troverò quello che sogno da mesi: sole e caldo vero.

È una scommessa. Altre volte sono arrivata fuori stagione nelle più rinomate stazioni balneari di questo instabile, meteorologicamente parlando, nord-est, cercando il caldo e trovando freddo e vento. Niente può rassicurarmi sul fatto che anche oggi non vada così. Tuttavia qualcosa mi dice che oggi andrà bene.
Qualche notte fa ho sognato per davvero un mare meraviglioso, calmo, verde e azzurro, ho sentito sulla mie pelle il calore del sole e il sapore del sale. Era solo un sogno, ma ci ho creduto.

Partenza per Bibione. Un’ora e mezzo circa di strada, per lasciare la montagna e trovare ciò di cui ho bisogno, ciò che ho sognato.
Annuso lo iodio ad almeno 30 km di distanza. C’è qualcosa nei luoghi per cui transitiamo che me li fa riconoscere anche se non li ho mai visti. Ce l’ho nel DNA, l’odore del mare.

L’arrivo è all’ora di pranzo. Ci sono tante persone, per questo periodo. Gente in costume da bagno, short o pareo. Quasi non ci credo. Io indosso leggins e maglietta di cotone leggero, ma a maniche lunghe… non si sa mai. Ma faccio presto a liberarmene, e a indossare una canottiera: sotto ho già il bikini! Ci speravo, ci credevo, e avevo ragione. Qui è già estate.

Dopo un pasto leggero subito in spiaggia!
La sabbia è tipica della zona: gialla, una spianata immensa, chilometri e chilometri dorati, addobbati con ombrelloni colorati sull’attenti come soldatini. Ma la sorpresa è proprio il mare: è azzurro! Abituata al verde/blu caraibico del Salento, non sono mai riuscita ad apprezzare fino in fondo le acque marroncine di questo mare del… nord. Non mi aspettavo di trovare questo bel colore di mare autentico, qui, oggi. Eppure è vero, il mare è azzurro, calmo, bello. E come scoprirò tra poco, anche caldo. È pazzesco!

Mi stendo al sole e mi sento benissimo. Il sole sulla pelle è davvero caldo come a luglio: il termometro digitale sulla spiaggia segna 30 meravigliosi gradi. Sento evaporare l’umidità dell’inverno dalle ossa, come quando gli steli d’erba si asciugano dopo un temporale estivo. A guardare bene sembra di vedere perfino del vapore acqueo salire verso il cielo.
Ad occhi chiusi immagino di stare sulla spiaggia deserta di un’isola tropicale, di recuperare le forze dopo un naufragio. Il sole mi lavora anche dentro: si riattivano i processi metabolici, intorpiditi dalla carenza di iodio e dallo stress quotidiano. Si risvegliano i sensi, insomma, e per un attimo sono davvero su una spiaggia perduta con il mio indigeno del cuore senza altro pensiero che… noi due.

Il sogno s’infrange sulla corsa di un bimbo che mi sporca di sabbia, sui giochi delle mamme con i figli, sui richiami dei papà che vogliono immortalare la prole con telefonini o videocamere. Mi arrivano anche degli spruzzi di acqua, e non è il richiamo del mio indigeno, ma qualcuno che corre felice verso il mare. È perdonato proprio per questa sua gioia.

Rifletto sulla normalità della gente. Le pance abbondano, grazie a Dio il nostro Paese non conosce carestia, nonostante la crisi. Grasso superfluo ovunque, me compresa, cellulite a palate, me compresa, e a nessuno importa. Ci si esibisce in costume con tutta la nostra umana debolezza, con i peccati veniali che il nostro fisico sconta agli occhi di una perfezione che non esiste, oppure è artificiale. Le bellezze filiformi ma prosperose nei punti giusti sono relegate ad un mondo di carta velina, di spettacoli tristi, non sono reali. O, se ci sono, sono il frutto di una vita intensa, fatta di cibo poco e misurato, di palestra tutto il giorno e tutti i giorni, di trucco e parrucco onnipresente.
Uomini e donne che poco hanno di normale.
La normalità è su questa spiaggia, tra pancetta, smagliature, seni piccoli o flosci e adipe stradiffuso.
È una normalità bella. Com’è bello lo sguardo di evidente amore che corre tra la ragazza in (abbondante) sovrappeso e il fidanzato piccolo ed esile, o tra due anziani turisti che si tengono ancora mano per mano e ruga per ruga. O tra un marito ancora prestante e una moglie un po’ sfatta e chiaramente intenta ad accudire la prole che insieme hanno generato, e che per ora non le consente di recuperare la femminilità seduttiva cui ci condizionano a credere. In fin dei conti, agli occhi di un marito innamorato una moglie così è più affascinante di cento modelle asettiche.

In mezzo alla normalità, sotto i raggi benefici di un sole che mi fa sentire la regina dei Caraibi, anche io dimentico i miei piccoli problemi, che tanto una miss irreale non lo sono mai stata.
Entro nell’acqua fino al ginocchio, mi lascio accarezzare in modo sensuale dall’acqua e manca poco che non osi anche un tuffo. I bambini già lo hanno fatto, qualche adulto pure, nonostante non ci sia la sicurezza di un sistema di salvataggio. Ci rinuncio, ma a malincuore. Non ce n’è il tempo. È presto l’ora del rientro, la montagna è distante e aspetta.
Giusto il tempo di un gelato, di un’ultima occhiata a immaginare quando, fra un paio di mesi, questo posto sarà invaso da un oceano di gente che sgomiterà nevrotica per conquistarsi il proprio posto al sole, mentre ora siamo in pochi ma soddisfatti.

Qui è già estate, e l’estate durerà a lungo. Non per me, che riprendo la via di casa con la sensazione di abbandonare un fratello. Il mare è questo per me, un fratello che consola, anche se non so nuotare bene, anche se non ne sondo le profondità, mi basta la sua sola presenza per rinascere.
Il mio sogno era veritiero. A volte succede.
Si rientra.
Ciao mare, alla prossima.

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6 Risposte to “LA PRIMA DOMENICA AL MARE”

  1. Calogero Mira Says:

    Grazie mille. http://calogeromiraviaggi.wordpress.com

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  2. ramona Says:

    Di cosa, Calogero?

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  3. Pedalo Says:

    e oggi pomeriggio mi sono letto pure questo….

    bibionolulu beach a gogò…. 🙂

    evvaiiiiiiiiiiiii

    Ciao

    Peda

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  4. ramona Says:

    eh… che voglia di mareeeeeeeeeeee. Tu no, amico mio? Sempre in montagna?

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  5. Pedalo Says:

    la voglia di mare convive con la voglia di monti… se poi i monti finiscono direttamente dentro al mare… is mei! 😉

    montagna poca anche quest’anno – le coincidenze astrali e i miliardi di impegni familiari non è che permettono molte vie di fuga…. si fa come si riesce…

    ps – la linea telefonica sembra ormai persa a tempo indefinito

    stiamo cercando di capire se e cosa potremo riavere come servizio…. sigh…

    che casen….

    Peda

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  6. ramona Says:

    ma come è possibile che succedano casini simili, accidenti?? Come si fa a lasciare una famiglia priva di un servizio così essenziale senza farsi in 8 per rimedare al problema?? Mah! Pensa se io mi comportassi così in ospedale… poveri pazienti…
    Dài, speriamo si risolva tutto presto, l’importante è la saluteeeeeeeeeeeeeeeee.
    Un bacione!!!!!!!!!!!

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