QUANDO LE PAROLE VANNO PER STRADA

Sono ancora capace di emozionarmi. Quando l’occasione lo richiede, quando non me lo aspetto, quando pensavo che ormai solo un grosso evento potesse scuotermi, scopro che sono ancora capace di emozionarmi.

L’ho capito quando mi hanno comunicato che un mio piccolissimo racconto è stato selezionato per un concorso, ed è fra i dieci finalisti. Nessuno sarà vincitore, perchè non sono previsti primi premi, ma i dieci sono vincitori, alla pari, di un premio speciale.

Il concorso si intitola Parole Per Strada, e mai titolo è stato più veritiero, dato che le mie parole, e quelle degli altri testi finalisti, saranno letteralmente riversate per strada per farsi leggere, per farsi conoscere, per essere regalate a chiunque le vorrà.

Siamo a Rovereto, in Trentino, fra la neve e le montagne, e da due anni per le feste natalizie, in un clima di favola nordica, si tiene una manifestazione che ha il bel nome di Natale tra i popoli. Oltre alle tradizioni del periodo, che in queste zone è molto sentito, si è avviata un’iniziativa del tutto originale. Un concorso letterario, appunto, ma diverso dagli altri.

Diverso perchè vi si accede per invito. In una sorta di passaparola gli inviti personali vengono inviati dagli organizzatori agli autori, o dagli autori ad altri autori, per i quali i primi garantiranno. Una selezione effettuata già a monte, dunque, e se sei invitato vuol dire che qualcuno ti apprezza. Io sono stata invitata lo scorso anno, alla prima edizione, e anche quest’anno. E ne sono onorata.

Diverso perchè il concorso, come dicevo, non prevede vincitori. Tutti i partecipanti saranno pubblicati sull’antologia del premio. Ma fra tutti, e quest’anno i partecipanti sono stati 92, vengono scelti i finalisti che riceveranno un premio particolare e uguale per tutti: il loro racconto sarà stampato in una gigantografia ed esposto nel centro di Rovereto per tutta la durata delle feste natalizie. E dopo, la mostra sarà itinerante, in giro per l’Italia.

Eccola, la caratteristica più bella del concorso, la sua diversità migliore: andare incontro alla gente, per strada, per gli occhi di tutti. Ci sono persone che non s’interessano di queste cose, c’è chi non legge per pigrizia, o perchè non ha tempo, o perchè non ama la lunghezza di un romanzo. In questo modo si va incontro alle esigenze di chiunque.
Chi uscirà per fare acquisti, o una passeggiata, avrà l’opportunità di soffermarsi sui testi in mostra, che sono brevissimi: 1500 battute era il limite massimo richiesto. Per chi non se ne intende, meno di una pagina scritta al pc in modalità standard, molto meno di questo breve post. Non ci vorrà molto tempo, dunque, a leggerli, anche se uno va di fretta.

Il mio racconto stavolta è stato scelto, ed ecco la mia emozione.
Il concorso è a tema. La volta precedente si doveva trattare del rispetto fra i popoli; quest’anno l’argomento era il libro perduto. Argomenti mozzafiato, importanti, sembra impossibile trattarli in 1500 battute.
Una sfida pazzesca ogni volta.
Io che trovo difficoltà a scrivere un romanzo, perchè lungo, ho la stessa difficoltà a scrivere un testo breve. Le mie lunghezze sono funzionali al racconto, di solito.
Ma amo mettermi alla prova, così ci ho provato. E mi è andata bene!

Il mio piccolo racconto da ieri campeggia nella piazza di Rovereto. Quante persone lo hanno letto, lo stanno leggendo? Quante lo leggeranno, qui o altrove? È emozionante pensarci, quasi di più che se fosse un libro stampato a circolare, invece che una stampa gigante.
Ieri sera c’è stata l’inaugurazione ufficiale della mostra e i pannelli sono stati svelati. Che peccato non esserci stata! Ma la premiazione sarà il 21 dicembre e lì non mancherò. Non posso perdere la bella sensazione di vedere l’incontro fra le mie parole e la gente comune, che in una sera d’inverno si sofferma a cercare l’emozione che io e gli altri potremmo dare con un raccontino lieve lieve, così breve da poterlo bere insieme a un sorso d’acqua.

Ho letto alcuni degli altri racconti, e posso dire che sono meravigliosi, non so come sia stato possibile scegliere il mio fra tanti. A breve riceverò l’antologia che li comprende tutti e 92 e sarà uno splendido regalo di Natale.
Nel frattempo, ecco il regalo che faccio io a tutti coloro, sempre meno a dire il vero, che passano di qua: qui sotto la rappresentazione del mio racconto, che solo a guardarla mi dà davvero una grande gioia.

Approfitto per ringraziare l’associazione Il Furore dei libri, che ha organizzato il concorso, la giuria che ha letto e selezionato i racconti, e un abbraccio speciale al mio fratello carbonaro Bruno Zaffoni, anche lui fra i finalisti con un racconto assai toccante. E per la cronaca, anche un’altra sorella carbonara è fra gli… appesi, come dice lei: la mitica Francesca Garello con un racconto originalissimo. Insomma, un terzo dei finalisti è carbonaro… mica male no???

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5 Risposte to “QUANDO LE PAROLE VANNO PER STRADA”

  1. pedalopoco Says:

    🙂 ma che belle cose che si leggono da queste parti 🙂

    Bellissimo il racconto, bellissimo saperlo “appeso per strada”… dove chi vorrà potrà leggerlo e raccontare ad altri di aver potuto leggere un bel racconto “per strada”…

    …un abbraccio…

    Peda

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  2. ramona Says:

    Sapessi, Peda, gli altri racconti sono molto più belli del mio. Credo proprio che valga la pena lasciarsi emozionare di questi tempi da parole belle. Non è che ci resti molto altro, in fondo…
    Un abbraccio!

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  3. pedalopoco Says:

    raccontaci come è andata… la premiazione intendo…

    ciao

    Peda

    ps – augurissimi

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  4. marialuisa mora Says:

    Questa volta cara Ramona hai emozionato anche me. . .e non è poco. Grazie di tutto questo “ritorno” che hai regalato a Il Furore dei libri. Un abbraccio
    Marialuisa

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  5. ramona Says:

    Rimarrà per me sempre un bellissimo ricordo, cara maria Luisa. Sono stata benissimo e spero che la vostra manifestazione abbia sempre maggiore successo negli anni a venire, in nome dell’amore per la cultura che non deve mai venire a mancare. Crisi o non crisi. Ancora grazie, e un abbraccio forte.

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