SBAGLI

Ci sono cose che fanno veramente arrabbiare. Si può vivere una vita onestamente, essere ligi a qualunque legge e a qualunque regolamento, pagare le tasse senza fiatare e senza neppure controllare, fiduciosi che come tu sei onesto con gli altri, gli altri saranno onesti con te. Invece non è così, e l’errore umano degli altri si riversa spesso sulle tue spalle virtuose e inconsapevoli. E ti ritrovi in un modello kafkiano di sistema burocratico, così assurdo e senza uscita, da convincerti che sei tu quello sbagliato.

Era già accaduto, qualche tempo fa. Un’impiegata delle poste sbaglia a digitare l’importo di un bollettino che vuoi pagare col postamat, e tu ti ritrovi a pagare un paio di libri oltre mille euro! Pazzesco. Quando segnali la cosa all’ufficio postale ti dicono che non possono farci niente, e che tocca a te darti da fare per farti restituire quello che ti hanno erroneamente levato dal conto. E cioè contattare il destinatario del versamento e pregarlo di restituirti il maltolto.

Ma perchè deve toccare a te se l’errore non è tuo? Non è chiaro, ma ligio come al solito alle regole, anche se ti stanno strette, esegui. Dall’altra parte trovi la giusta comprensione e disponibilità, ma ti dicono che prima di restituirti i soldi devono incassarli… insomma, tutta l’operazione, risoltasi poi correttamente, dura circa una settimana. E in questa settimana in cui nessuno ha colpa di niente, mille euro non ci sono stati sul tuo conto corrente, e quando sono tornati lo hanno fatto senza scuse e senza interessi.

E ora? Di nuovo un’incompetenza altrui, una cattiva gestione delle pratiche e un rimedio peggiore del male che tocca sempre a te pagare.

Stavolta parliamo di gas, cioè dell’essenziale per sopravvivere d’inverno nei luoghi montani in cui abiti, a meno di non ricorrere alla legna, e non è il tuo caso. D’accordo l’inverno, ma perchè in estate ti arriva una bolletta che si può dire non vedi nemmeno nei mesi freddi?

Indaghi, cerchi, chiami. Ti dicono che c’è stato un guasto nel sistema della lettura a distanza del contatore, che si sapeva che non è mai andato bene, quell’accidenti, si era bloccato ancora a febbraio, e giustamente tu, che comunque hai sempre pagato quello che ti arrivava da pagare, ora dovrai pagare anche quello che non è stato letto in passato, ma sicuramente consumato.

Eh no, fermi tutti, questa volta ti ribelli.
Questa volta non sei disposto a pagare gli errori degli altri.

Un guasto di mesi addietro, che si conosceva ma che a te non è stato comunicato? E quindi non ti è stato dato modo di riparare con una semplice autolettura del contatore (cosa che, è scritto sulla bolletta, NON SERVE perchè c’è la telemetria)? È ingiusto!

Un errore nella rilevazione del consumo, che tuttavia è superiore a quello dello stesso periodo dell’anno scorso? E chi ti assicura che il guasto più che un blocco non sia una misurazione in eccesso (cosa che ti è stata pur ventilata?). Dove stanno scritti i metri cubi effettivamente rilevati (e non, come pensi, ipotizzati?).

E perchè mai la bolletta astronomica parla di consumi relativi ai mesi primaverili ed estivi, e non fa alcun accenno ad eventuali guasti o conguagli? A te sembra perfino illegale!!

No, non ci stai.
Dovevano avvisarti del guasto.
Dovevano darti la possibilità di pagare il giusto al momento giusto, che tu mica vuoi evadere o evitare di pagare un servizio.
Dovevano specificare che questo è un conguaglio, e non una bolletta, e dovevano dimostrarti i consumi.
Invece sanno solo proporti la rateizzazione dell’importo.
E chi ti dice che l’importo sia giusto? Non ci credi, lo vuoi dimostrato.

E per la prima volta nella tua vita ti ribelli.
Non ci stai a fare il pollo consenziente da spennare. Non si può sempre abbassare la testa e dire ok, fate di me e del mio portafoglio quello che volete, che tanto io mi faccio solo un mazzo pazzesco per cercare di fare entrare qualcosa in tasca tutti i mesi e di farvelo restare, che invece se ne va tutto subito.

Fai qualcosa di cui non ti credevi capace. Blocchi il pagamento; è un tuo diritto contestare, no? Stavolta non li tiri fuori quei soldi, non così.

Tremi, non dormi di notte, immagini che ti stacchino la fornitura, ma non molli. Coinvolgi un’associazione di consumatori che ti dà ragione, ma non ti rassicura sull’ipotesi di restare senza gas.
Pensi che l’acqua la puoi riscaldare con l’elettricità, e che puoi cucinare al forno o al microonde. Per ora non fa freddo e non necessiti di riscaldarti. Speri, prima dell’inverno, di trovare comprensione e una soluzione al problema.

E mentre non dormi e aspetti una risposta che non arriva, ti senti sempre più simile al signor K., perso in un labirinto incomprensibile di burocrazia, condannato a morte senza sapere nemmeno perchè.

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