BILANCI E PROGETTI

È presto per fare un bilancio, vero?

Dipende. Su cosa lo vuoi fare questo bilancio? Sulla tua vita?

No, certo.

Meglio, perchè fare un bilancio di vita alla tua età non si sa dove può portare. Non è il caso.

Lo immaginavo.

E dunque?

Pensavo di fare un bilancio su altre cose.

Quali?

Il mio primo libro, per esempio.

Bé, allora sì, è un po’ presto. Un Golfino blu racconta è stato pubblicato in maggio. E ora siamo in settembre.

Vuoi che non lo sappia? Sono passati appena 4 mesi. Ma per certi versi mi sembra che sia nato da così tanto tempo, questo mio libretto, che non vorrei che fosse già vecchio e dimenticato.

Perchè dici così?

Perchè, lo sai bene anche tu, oggi i libri vivono pochissimo. Ne vengono pubblicati uno sfracello, una quantità che finisce per confondere i lettori, che nell’imbarazzo della scelta il più delle volte non scelgono. E i nuovi arrivi, pubblicati a profusione, scalzano i precedenti, che hanno magari solo pochi mesi di vita, ma poco clamore, e vengono dimenticati.

Hai qualche ragione, non dico di no. Impossibile negare che ci vorrebbe una selezione più accurata e limitata. Discorso complesso. Tu comunque non esagerare e non essere catastrofica! Ricordati poi che il tuo libro è un ebook. Gli ebook hanno una vitalità quasi maggiore della carta. E non so se dire meno male, per il libro digitale, o peccato, per quello di carta. Di questi tempi sopravvivere mesi sul mercato non è poco. Considerati una pioniera, in qualche modo: hai bypassato la carta, sei già nel futuro!

Mah… sarà. Però in tanti mi hanno chiesto il Golfino su carta, non su ebook. Ho appena ricevuto un’ordinazione di 5 copie (cartacee), il che mi conforta da un lato, perchè vuol dire che il libro piace tanto da ispirare un regalo; dall’altro però dimostra la debolezza, ancora, del digitale. Non tutti ancora sanno come si scarica e come si legge un ebook. Non tutti hanno gli strumenti per farlo. E non tutti li vogliono avere. Hai presente quando ti dicono: sì, ma vuoi mettere il profumo della carta? A volte penso che quel giorno di giugno in cui ho fatto la presentazione del Golfino senza avere il libro… è stato un po’ come vendere aria fritta, per molti!

Ma no, non è così! Se ben ricordi erano tutti interessati.

Questo è vero… ma temo che pochi poi siano stati in grado di scaricare il libro. Il futuro è qui, ma in moltissimi ancora non lo sanno! Però, dai, quanto era stata bella quella serata….

Sì, e ce ne saranno altre, prima o poi.

Dici?

Ma sì, perchè no? E poi è presto per fare bilanci, pur nel caotico e volubile mondo dell’editoria.

Ok, se lo dici tu, allora aspetto.

Certo. Se proprio vuoi fare bilanci, perchè non provi a mettere ordine fra tutte le cose che hai iniziato? Che cos’hai in ballo, al momento?

Hai ragione, devo ammettere che da questo punto di vista va bene, benissimo. Quest’anno ho lavorato e prodotto, malgrado il poco tempo a disposizione.

Racconta.

Bé, con i fratelli carbonari abbiamo costruito un romanzo di fantascienza che non sarà perfetto, ma c’è. E prima o poi lo sgrezzeremo, ci lavoreremo, lo miglioreremo e finalmente vedrà la luce. Anzi, lo Spazio. Non vedo l’ora, è stato appassionante, anche se la Sci-fi non è esattamente il mio genere.

Bello. E poi?

Per restare in tema, sarò probabilmente dentro un’altra antologia che riguarda il futuro, un futuro non molto lontano da noi, in un periodo però che nasce proprio da ciò che viviamo oggi, da questa crisi che ci attanaglia e ci serra alla gola. Cosa succederà, continuando così? Cosa ci aspetta? Bisognava pensare in positivo e io ci ho provato. Perchè ho le mie speranze che il modo attuale di vivere si cancelli e si preferisca un’esistenza a misura d’uomo, libera da doveri schiavizzanti e massacranti. Un bel sogno, insomma. Una speranza.

Bello. E poi?

Ecco, devi calcolare che la Carboneria, con i suoi amici (friends) ha già dato alle stampe una bella raccolta di racconti noir ambientati nelle Marche. Questa esiste già da un po’, non è più un progetto, è un vero libro di carta, si chiama Marchenoir ed è pubblicata da Italic Pequod. Mica bazzecole, dico. E io ci sono con ben due racconti: uno ambientato nelle grotte di Frasassi (ci sei mai stato? Leggi qui, per farti un’idea, e immagina una vicenda tragica che accada proprio nelle viscere della terra). L’altro racconto è scritto a 4 mani con il fratello Giuseppe D’Emilio, è ambientato nell‘eremo di Avellana e d’accordo, magari richiama un po’ le atmosfere de Il nome della rosa, ma vuoi mettere? Noi vi abbiamo radunato ben tre poeti di tempi diversi per l’occasione. Mica noccioline. E anche tutti gli altri racconti sono eccezionali e rendono preziosa questa raccolta che sta avendo un buon successo.

Bello. La leggerò. Che altro mi racconti?

Ecco, certo, c’è ancora qualcosa nell’aria. A volte bisogna anche far del bene, e per beneficenza sto partecipando ad un progetto… mitico! O dovrei dire meglio, mitologico. Sai, hai mai pensato a come sarebbero andate certe storie tramandate da millenni, a come sarebbero state stravolte le vite dei miti antichi che studiamo a scuola, se al loro fianco ci fosse stato un animale domestico, tipo un cane o un gatto? E anzi, chi l’ha detto che non ci siano stati davvero e abbiano influenzato il corso degli eventi? Anche qui daremo vita a un’antologia di racconti che dicono la loro sull’influenza che un cane o un gatto hanno avuto sui miti. Nel mio caso, ci sarà un gatto Sansone che si prenderà cura di due gemelli importanti, insieme a una lupa e… no, basta, non dico altro. Dico solo che il ricavato delle vendite di questo libro andrà ad aiutare gli ospiti di un canile. Ne riparleremo. È bello sentirsi utili.

Sì, bello ed encomiabile. E poi?

Poi c’è il ritorno di Parole per strada, il momento in cui le parole si riversano incontro alla gente; lo scorso anno il mio racconto era stato selezionato, quest’anno chissà. Io ci provo, partecipo, poi bisogna vedere se se sarò scelta, fra tanti. Il nuovo tema cui ispirarsi stavolta è Camminando con… Molto intrigante, come sempre.

Bello. C’è altro?

Eh sì, non finisce qui. Parteciperò anche al libro di ricordi che quel diavolo di Giulio Mozzi si è inventato dal nulla, tirandolo fuori dal cilindro del suo genio. Pensa, ha voluto invitare tutti a inviargli un ricordo d’infanzia, descritto in poche righe e in un certo modo. Poi ci penserà lui a riunirli tutti e a dargli un’unica forma, come se tutti questi ricordi fossero di una sola persona. E pensare che gliene sono arrivati già più di mille! Oltre mille ricordi di più di novecento persone, me compresa, a costituire un libro immaginifico e direi anche inimmaginabile. Sono onorata di farne parte e curiosa di vedere come sarà realizzato.

Ti credo! Molto bello. Che altro?

Ma come sei esigente! Non ti basta tutto questo?

Non basta a te.

Hai ragione… sì, c’è altro. C’è il mio antico sogno di scrivere un romanzo. C’è la voglia di riprenderlo in mano e di portarlo a termine, nel bene e nel male. Voglio dire, almeno finirlo, che poi se non sarà un capolavoro pazienza. E pazienza se non vincerà premi, se nessun editore lo vorrà pubblicare, se sarà una ciofeca illeggibile, se difetterà di sostanza, di originalità, di qualsiasi cosa e se nessuno ne sente la mancanza. Sarà comunque il mio primo romanzo, sempre migliorabile, o magari cestinabile, ma ce l’avrò fatta!

E il Golfino?

Che c’entra?! Il Golfino resta il Golfino, la mia prima, personalissima esperienza meravigliosa. Che non è un romanzo, ma fatti di vita vera solo appena un pochino romanzate, perchè lo sappiamo che la vita è già un romanzo senza bisogno di inventare nulla. Che viva a lungo o per poco, il Golfino è davvero una parte inscindibile di me. Ma il romanzo è un altro sogno.

Hai visto che lo hai fatto un bilancio? Perchè immagino che ora sì, hai messo sul tavolo tutto, passato, presente e futuro.

In un certo senso sì, è tutto qui… e forse non dovrei nemmeno parlare dei progetti in ballo, che magari poi non si realizzano. Però…

Però ti piace sognare; e non c’è niente di male. E se qualcuno di questi progetti non dovesse realizzarsi sarebbe un peccato, ma ne sorgerebbe un altro. Perchè se non abbiamo un sogno, non abbiamo neanche uno scopo, e senza scopo non viviamo, al massimo si può vegetare, prima che qualcuno stacchi la spina nella nostra più totale indifferenza. Perciò forse è meglio che non ci pensi a fare bilanci, perchè non hai ancora finito, non ti sei fermata. Sei in continua progressione verso il tuo sogno, e se per caso lo acchiapperai dopo ne farai un altro, e andrai avanti così. In fondo ti piace, ammettilo.

Certo che mi piace e tu lo sai, perchè anche tu sei parte del mio sogno. Sei una fantasia anche tu, ma mi piaci, mi servi, mi stimoli, mi fai andare avanti oltre me stessa, oltre i miei dubbi, oltre le mie forze. Non lo so quanto durerà tutto questo, e in fondo non importa. Cogliamo l’attimo che fugge, perchè non torna più. Facciamo il progetto ma non ci fossilizziamo e non disperiamo se non si compie: ci sarà qualcosa di altro, di diverso, ancora più allettante. Non mettiamo confini, non mettiamo limiti al sogno, pur restando nella concretezza che ci ancora al quotidiano. Abbiamo bisogno di entrambi: magia e realtà. L’importante è crederci, accontentarsi e provare a far di meglio. L’importante alla fine è non farli, i bilanci, perchè non ci fermiamo mai abbastanza per valutare ciò che abbiamo fatto, e nemmeno quello che faremo.

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2 Risposte to “BILANCI E PROGETTI”

  1. pedalopoco Says:

    🙂 ammettilo…. hai giocato con le ricetrasmittenti… ti facevi la domanda e correvi dall’altra parte velocissima per sentirla e dare la risposta… e via 🙂

    un abbraccio

    Peda

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  2. ramona Says:

    bè, ci ho provato… comunque annuncio ufficialmente che uno di questi progetti è già da accantonare… Fuori uno. 🙂
    un bacione!

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