COME STA IL TUO CUORE?

E come sta il tuo cuore?

Me lo chiede un anziano paziente giunto per l’ennesimo ricovero, dimostrando una felicità commovente nel rivedere facce divenute familiari pronte a prendersi ancora cura della sua persona e del suo problema. Per chi come lui subisce ricoveri periodici a volte rientrare in un reparto conosciuto, per quanto antipatica sia la condizione di degente, è un po’ come tornare a casa.

La domanda tuttavia mi brucia in testa, mi spiazza. Non è l’infermiera, oppure il medico, che di solito chiede come va al malato? E di solito gli si chiede come va in generale, oppure come va il sonno, l’appetito, l’umore o una ferita, al massimo come va una gamba o un braccio malati, qualcosa di visibile insomma, di valutabile. Ma come sta il cuore non lo avevo mai sentito chiedere prima d’ora. E tanto meno lo hanno mai chiesto a me.

D’accordo, siamo in un reparto di cardiologia. E infatti dopo qualche attimo di esitazione credo di aver interpretato la domanda e rispondo con un sorriso professionale dicendo che il mio cuore sta bene: ritengo di poter affermare con una certa sicurezza di non avere malattie cardiache al momento.

Ma non è come penso. La domanda seguente chiarisce subito gli equivoci.

Sei innamorata?

L’interrogatorio amichevole dell’anziano paziente continua a sorprendermi. Il sorriso mi si allarga e sto al gioco. Sì sono innamorata, lo sono sempre, altrimenti non riuscirei a vivere. È la verità, e il messaggio arriva. Sorride anche lui contento della risposta, se l’aspettava, era quello che voleva sentire. Perchè il personale che ti cura, se è sereno e soddisfatto, se in apparenza non ha problemi propri, lavora meglio, è ben disposto e trasmette sicurezza.

È bello affidarsi a infermiere che stanno bene in salute e sono innamorate, che non hanno problemi di cuore di alcun genere, né fisico, né fisiologico, nemmeno figurato.

Lo scherzo continua, basandosi sull’aritmia che ha colpito il paziente, motivo del suo ricovero programmato. È qui per curarla, con quella breve scossa elettrica che a volte serve per ripristinare un ritmo capriccioso. Scherzo su scherzo, data la confidenza che abbiamo acquisito nel tempo, gli metto in preventivo la possibilità che magari il suo cuore si è messo a posto da solo senza comunicarglielo, a volte succede. Ecco perchè, penso senza dirlo, è inutile chiedere come sta un cuore, se non si riferisce a problemi amorosi. Senza strumentazione adeguata a volte non si può conoscerne lo stato di salute.

Lui è scettico, è talmente tanto tempo che ha problemi che nemmeno ci conta in un miglioramento spontaneo.

Eppure…

Eppure è così! L’elettrocardiogramma non mente, e il medico lo conferma: il ritmo si è normalizzato. Come sta il suo cuore, signor X? Glielo dico io, lei non lo può sapere. Il suo cuore è un po’ malandato e a volte capriccioso, accusa il peso degli anni, ma è deciso a sorprendere e almeno in questo caso si è arrangiato a rientrare nei ranghi. La scossetta elettrica non serve più. Al massimo qualche pastiglia. È contento signor X?

Altroché se è contento. Dice che gli ho portato fortuna. Ma non sono io che porto fortuna, anche se a volte mi piace pensarlo. La verità è che a forza di chiedergli come sta questo organo malandrino, innamorato o meno, sempre protagonista, ha voluto dire la sua, ha voluto dimostrare di essere autonomo e indipendente dalle intenzioni terapeutiche, così come lo è dalle emozioni.

Le medicine a volte non servono?

Nemmeno se il cuore soffre per amore o per amicizia a volte c’è rimedio.

Decide lui.

Come decide di guarire di punto in bianco, senza grossi aiuti.

Mi viene da pensare che se è vero che sono sempre innamorata, è anche vero che alcune piccole sofferenze il mio cuore le ha provate. Quale muscolo cardiaco non è mai stato in sofferenza per una delusione, per un’assenza, per una grave incomprensione? Ce n’è per tutti, lo so bene. Perciò, mi ripeto fra me la domanda: come sta il mio cuore? Bene, ottimamente in salute (spero) dal punto di vista fisico. In surplus d’amore per certi altri versi. E un tantino in sofferenza per altre cose ancora.

Ma non è forse questa la vita?

Caro signor X, che mi ha fatto così tanto pensare al mio cuore, la saluto mentre se ne va via felice con il borsone intatto, con dentro il pigiama ancora ripiegato. La vedo ammiccare contento, dandomi l’idea che forse un pochino innamorato lo è ancora anche lei, contento di quel cuore matto che per stavolta ha fatto il bravo.

Grazie, signor X, davvero, per avermi chiesto come sto, come sta il mio cuore. Il suo, lo vedo, sta benone, oggi.

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4 Risposte to “COME STA IL TUO CUORE?”

  1. Pedalopoco Says:

    stra-bello!!!!

    Ciao

    Peda

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  2. ramona Says:

    grazieeeeeeeeeeeeeeeee!

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  3. Pedalopoco Says:

    ripensando in queste ore a quanto hai scritto mi è venuta in mente questa straordinaria canzone di Lucio Dalla

    Ciao

    Peda

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  4. ramona Says:

    “Ah lo so il cuore non e’ un calcolo
    freddo e matematico
    lui non sa dov’e’ che va
    sbaglia si ferma, e riprende
    e il suo battito non e’ logico
    e’ come un bimbo libero
    appena dici che non si fa
    lui si volta e si offende
    non lasciarlo mai solo come ho fatto io”

    Fantastica… un testo forse meno conosciuto di altri, ma pura poesia. Grazie, un regalo meraviglioso.

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