FEDELE AL MITO

fedele al mitoDiciamo che anche se non si è famosi o un poco ricchi si può sempre fare un’opera buona, pure se molto piccola. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Tanto che non si sa a chi rivolgere quel minimo aiuto che di questi tempi si può dare, senza sentirsi in colpa per chi si è costretti a tralasciare.

La sofferenza e i bisogni dell’umanità sono infiniti. Arrivano per posta milioni di inviti a versare un contributo economico a questa o quell’associazione, tutte hanno bisogno di te e dei tuoi pochi euro, per sopravvivere e aiutare un mondo sommerso di profughi, rifugiati, malati, invalidi e via dicendo.

Lo ammetto, io mi sento sempre in colpa. Qualcosa a qualcuno la posso pur dare, l’ho sempre fatto, ma a parte il fatto che mi diventa sempre più difficile sostenere le buone intenzioni, sono sempre più in imbarazzo perchè non posso mantenere tutti con il mio stipendio di infermiera! L’eventuale scelta va sempre a scapito di qualcuno, e non è che uno sia più meritevole o bisognoso dell’altro. Di fronte alla miseria siamo tutti uguali, davanti alla sofferenza pure.

Una guerra in Africa lascia bambini orfani e a rischio di sopravvivenza, ma non è che quelli che nascono in Italia con malformazioni di vario genere, o malattie genetiche trascurate dall’industria farmaceutica e dai governi stiano meglio, la loro è solo un altro genere di guerra. E coloro che assistono i rifugiati, o i sanitari che nelle zone di guerra curano tutti indistintamente senza preoccuparsi delle provenienze, delle etnie, di chi ha torto o a ragione, non è che facciano un’opera più meritevole di un missionario in mezzo a una foresta o di un sacerdote che raccoglie i derelitti urbani. Come si fa a scegliere, sapendo che tutti non puoi aiutare?

Non lo so. Io in quest’anno di crisi in cui si conta il centesimo sono in difficoltà. Non so scegliere. E mentre mi dibatto nei sensi di colpa ecco che mi compare l’occasione per lo meno di cominciare.

Ci sono creature che dipendono dall’uomo, e che dall’uomo sono spesso maltrattatte. La bestia umana non maltratta solo i suoi simili, ma anche gli esseri viventi che gli sono stati dati in dono all’alba della vita. Violenze gratuite su chi non si può difendere, abbandoni crudeli, indifferenza assoluta. Parliamo sia di bambini, che di donne, che di animali.

In attesa di capire che cosa posso fare riguardo ai miei simili, mi è capitata l’occasione di dare una mano, anzi una zampa, ai chi di zampe ne ha quattro e non gli bastano per difendersi.

Una piccola, piccola cosa, il mio contributo, ma insieme ad altri ha formato una possibilità. E ancora una volta l’iniziativa si deve a un amico della carboneria letteraria. È una persona straordinaria, Alessandro Morbidelli, che insieme alla moglie Federica Ferri ha adottato Laki, un tenero cagnolino prelevato da un canile. In questa occasione hanno conosciuto l’associazione onlus di San Benedetto del Tronto L’amico fedele, che si occupa appunto di aiutare cani e gatti in difficoltà. Conoscendo la sensibilità di Alessandro e la sua bravura di scrittore, in breve è nata l’idea. Perchè non mettere insieme un’antologia di racconti, autoprodotta, dalla cui vendita si possono ricavare dei finanziamenti a sostegno degli animali? Detto fatto. Sono stati coinvolti 20 autori, carbonari compresi ma non solo, e sono nati 20 racconti. E non racconti qualsiasi. Poiché infatti stiamo parlando di Alessandro, che abbiamo detto essere una persona speciale, l’idea doveva per forza essere originale. E quale idea più originale di immaginare che i miti dell’antichità che abbiamo sempre conosciuto fin dall’asilo siano quelli che sono anche grazie a un amico fedele a quattrozampe? Che magari ha contribuito a fare andare le cose in un certo modo invece che in un altro, anche se la mitologia o la storia non ce lo dicono?

Ci siamo sbizzarriti… un po’ di fantasia ed ecco che Apollo fa una scoperta straordinaria grazie a un gatto, e che le gesta di Ulisse sono oggetto di commenti tra il suo cane Argo e il gatto Nyx. E chi è che ha sconfitto veramente Achille colpendolo nel suo vulnerabile tallone? Questo e altro ancora, fra le pagine divertenti della raccolta.

Per quanto mi riguarda sono andata a rivedere il mito della nascita di una città che mi ha rubato il cuore: la capitale Roma, dove la storia si confonde con il mito e dove ogni sasso ha qualcosa da raccontare.

Tutti sanno che Roma è stata fondata da Romolo, e che per farla nascere Romolo aveva dovuto litigare con il fratello, addirittura ammazzarlo. E tutti sanno ovviamente che i due fratelli sono stati cresciuti da una lupa. Ma se non fosse andata proprio così? Se qualcuno ci avesse messo lo zampino? Perchè proprio Romolo e non Remo? E com’è che è intervenuta la lupa?

L’occasione era ghiottissima, non ho potuto farne a meno. Quando si parla di Roma a me torna alla mente il re di Roma per eccellenza, quello con quattro zampe e senza coda, il felino che risponde al nome di Sansone. Già protagonista di un racconto che amo molto, Sansone ritorna in una specie di prequel e scopriamo che oltre al romanesco, lingua ancora da inventare, parla pure il latino, ma è il solito, adorabile, tenero bullo dal cuore d’oro.

Come un gatto di campagna sia stato capace di influenzare la storia, lo lascio scoprire a chi lo voglia, che per saperlo dovrà acquistare l’antologia sul sito di Lulu. Il libro ha anche delle bellissime illustrazioni, a mio parere poche, troppo poche! Tutto quello che incasserà sarà devoluto all’associazione L’amico fedele. Niente spetta agli autori e ai curatori, solo la soddisfazione di aver fatto un gesto molto piccolo, ma importante.

Come si diceva?… Tanto per cominciare. Ora tocca a voi: comprate il libro!

(qui sotto il booktrailer del libro)

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2 Risposte to “FEDELE AL MITO”

  1. Alessandro Says:

    Rammy, sei sempre troppo buona…ti abbraccio forte e ti ringrazio!!! AleM

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  2. ramona Says:

    macchè buona, Ale… io dico sempre la verità! E il grazie lo dico io a te che mi hai invitato a far parte dell’iniziativa e mi hai permesso così di dare vita a una nuova avventura di Sansone. Abbraccione a te e a Fede.

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