LA BEFANA VIEN DI NOTTE

piedi-da-befana1.jpgBene, ci siamo. Domani notte tocca ancora a me. Ormai è questione di ore, poi devo mettermi in viaggio. Ho molta strada da percorrere, e non sono più giovane, mi ci vuole ogni volta un po’ più tempo. La mia scopa dice che non sono mai stata giovane… non è vero, è tutta invidia… Lei sì è nata già vecchia, da un albero magico millenario che ha smarrito il ricordo di quando era un seme. Ma in fondo la mia scopa è simpatica, ci vogliamo bene e andiamo d’accordo. Non potremmo lavorare insieme, da tutti questi secoli, se fosse altrimenti.

L’ho portata all’officina delle scope, per la revisione. Una volta al secolo devo pur farla, se no sai che multa… Un’oliata dappertutto, una regolata ai freni che temo siano difettosi…  La mia scopa ha il brutto vizio di frenare di colpo, facendomi finire a testa in giù nei camini. Alle volte invece finge solo di frenare e io mi trovo spiaccicata contro un comignolo. Lei dice che il difetto è di fabbrica, colpa dell’albero da cui è nata, ma io penso che lo faccia apposta. È dispettosa, la scopa, ma solo per gioco.

Comunque il capo officina in effetti non ci ha trovato nulla di guasto.

Ha controllato i fumi di scarico, che non ci sono, ma lo deve fare per legge, e ha decretato che la scopa è ecologica, quindi merita il bollino blu. Che lei esibisce come una medaglia.

Non ti dico il conto che mi hanno presentato… pare sia colpa dell’euro, ma dal secolo scorso ad oggi è perfino impossibile fare un confronto. Le conservo tutte le note spese, prima o poi qualcuno mi rifonderà.

Alla fine tutto è pronto e domani sera viaggeremo.

Il lavoro è di quelli tosti. Ho ricevuto montagne di letterine dai bambini di tutta Italia. Tutti vogliono il regalino. Gli adulti invece vorrebbero direttamente i soldi e la fine della crisi economica. Ma io non sono mica una maga della finanza, sono solo una povera vecchia. Il mio sacco sarà comunque  pesante, ma lo porterò con baldanza, perché so che farò contenti tutti. O quasi.

C’è chi mi esorta a smettere, mi consigliano di ritirarmi, di andare in pensione, insomma, perché ormai sono troppo vecchia e, dicono, non ce la faccio più, non sto al passo coi tempi. Ma io mi rifiuto di chiudermi in una casa di riposo, almeno per ora.

Fino a che il governo incentiva a rimandare l’età pensionabile io mi associo al premier e persisto. Fino a che l’euro non rincarerà troppo il costo dei giocattoli e le mie finanze quindi riusciranno a coprire il fabbisogno, io andrò avanti imperterrita.

La fatica? Sì, certo, quella c’è. Cosa vuoi, mica è uno scherzo volare in sella ad una scopa matta che ogni tanto s’ingolfa, o fa finta,  e mi fa fare le acrobazie più spericolate in mezzo alle stelle… E poi, scendere in tutti quei camini, e poi risalire, e dove non c’è il camino forzare la finestra, come una ladra… Insomma, sì, ci vuole un po’ di esercizio fisico che reperire alla mia età è un’impresa ardua. Ma durante l’anno vado in palestra, faccio step e sollevamento pesi. Così il sacco non mi pesa più di tanto e le arrampicate nemmeno.

In fondo si tratta del lavoro di una notte sola. E per giunta non esco dai confini di questo paese. Quei poveracci dei miei parenti più stretti, Babbo Natale, San Nicolò e Santa Klaus, hanno un da fare più grosso del mio e più impegnativo. Con slitte trainate da asini, o renne, o magari cani, devono fare il giro del mondo, chi più chi meno, in poche ore. Per questo sono meglio attrezzati. Le slitte sono più comode. Questa scopa invece, ha un design antiquato, e quanto a comodità lascia a desiderare. Ne ho vista una firmata Giuggiaro che mi allettava molto… dinamica, aerospaziale, moderna. Ma il solo pensiero ha fatto sgorgare una lacrimuccia dalle saggine della ramazza così ho accantonato il pensiero. La mia amica è insostituibile, anche con tutti i suoi difetti e i suoi dispetti. Io e lei bastiamo per il lavoro di una notte.

Basta equipaggiarsi bene.

Non è vero che sono antiquata.

Ecco, questa volta dico addio al fazzoletto in testa. Sono indecisa se comprare un casco o essere più trendy, con un cappellino elegante. E lo scialle ormai tutto stracciato lo sostituirò con una bella sciarpa variopinta. Le calze no. Le calze sono sempre le stesse. Non le cambio mai. Non le lavo mai. Qualcosa ci vuole, perché, qui, ragazzi miei, fa molto freddo…

Devo ricordarmi di promuovere una mozione al parlamento. Se il mio unico giorno di lavoro fosse in estate, non mi dispiacerebbe. Vento caldo nei capelli, caminetti spenti, e il mio vestito di stracci sarebbe più che sufficiente… Ma poi dovrei fare a meno delle calze….

Vabbè, dai, restiamo così. L’antinfluenzale l’ho fatta. M’imbacucco bene, inforco gli occhiali, ché non ci vedo molto bene di notte, e poi vado. La mia amica ruggisce in silenzio, scalda il motore ecologico e via!!

Bambini e grandi buoni (uh, che pochi!! Visti i tanti cattivi consumerò le scorte di carbone…), aspettatemi.

STO ARRIVANDOOO…

 

(Sì, lo so, non è uno scritto nuovissimo, ma mi piace ripresentarlo. E poi ogni volta lo aggiorno, anche se in fondo, la befana è sempre la stessa…)

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Una Risposta to “LA BEFANA VIEN DI NOTTE”

  1. pedalopoco Says:

    aaaaaaaaaaaaaahahahahahahahahahahaahhaahah

    🙂

    Ciao Befanaaaaaaaaaaaaaaa

    ahaahahahahaahha

    Peda

    Mi piace

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