IL GOLFINO BLU, UN ANNO DOPO.

golfino bluIn questo mese pieno di ricorrenze importanti anche io voglio ricordarne una, anche se di certo molto meno memorabile per la collettività.

Oggi è un anno che è stato pubblicato il mio primo libro, Un golfino blu racconta.

Dicevo, di per sé un evento trascurabile in tutti i sensi. Non ha cambiato le sorti del mondo, nemmeno le mie. Non ha sancito scoperte memorabili in uno qualsiasi dei campi dello scibile umano. Non ha nemmeno contribuito a modificare di una virgola l’opinione pubblica sulla Sanità e non ha sollecitato la critica letteraria a esprimere miracolistico consenso, dato che la letteratura viveva benissimo anche senza il mio miserrimo apporto.

Eppure per me è importante ricordare questo avvenimento. Ricordare tutta l’emozione dell’avventura che si cela dietro la pubblicazione del primo libro. E che si tratti solo di un piccolo ebook, uno dei tanti figli dello sterminato pianeta delle pubblicazioni inutili, in carta o virtuali, poco importa.

È il mio libro.

Un anno fa aspettavo con ansia questo momento. Da tempo il Golfino vagava di editore in editore, rifutato a destra e a manca perchè considerato poco redditizio. O perchè l’autrice, la sottoscritta, rifiutava categoricamente di contribuire alle spese editoriali con l’acquisto di un numero spropositato di copie che sarebbero state l’unica reale vendita a causa di un editore poco impegnato.

I tentativi di pubblicazione, quando si ha per le mani un testo compiuto, sembrano doverosi. E in effetti io li facevo, cercavo una strada per il Golfino, perchè così andava fatto, e perchè avevo come supporto il giudizio favorevole di molte persone che lo avevano letto.

E tuttavia non osavo neppure immaginare che prima o poi sarebbe successo veramente. Lo desideravo, ma con tranquilla pacatezza e la fatalità di chi pensa che se una cosa deve accadere, accadrà.

Non mi sono mai considerata una scrittrice «vera», fatico ancora ad etichettarmi in questo modo. Per me gli scrittori veri sono quelli che con la loro arte ci campano. Come un ferroviere è colui che lavora sui e con i treni, il medico è colui che cura le persone, il falegname colui che crea con il legno e così via, in una infinità di esempi.

Insomma, io per campare facevo e faccio tutt’altro, di professione sono infermiera; scrivere è un passatempo che perseguo con fatica, dato che per passare il tempo bisogna averne di libero, e io di norma non ne ho.

Ma come negare il sogno, quello di far parte della schiera degli eletti scrittevoli che arrivano a essere scelti da un editore, che vedono dare in pasto a un pubblico il frutto del loro ingegno, o della propria fantasia, o il succo delle loro emozioni, chiamatelo come vi pare.

Io di certo non lo negavo.

Ma era un sogno.

Che però, a dimostrazione che tutto sommato è vero, i sogni si realizzano, è diventato realtà.

Poco prima di questa data c’era stata una frenetica, quanto velocissima, attività di preparazione, e poi finalmente ecco: il Golfino, il mio primo libro, era reale, oggi, un anno fa.

L’emozione di ammirarne la copertina su tutte le librerie digitali del web, è difficile da spiegare. Consapevole della piccolezza dell’opera, mi sembrava enorme la possibilità diffusiva che le veniva data. Era certamente un’esperienza tutta nuova, assolutamente da vivere momento per momento. Non sapevo cosa aspettarmi, in fondo non ero una scrittrice navigata, per l’appunto, a me la cosa faceva un certo effetto.

Né potevo dire, allora, come sarebbe andata da lì a un anno.

Ora che l’anno è passato e, ripeto, il mondo nemmeno si è accorto del mio microbico contributo letterario, faccio due considerazioni con la consueta serenità.

Il successo di un libro non passa necessariamente dai grandi numeri, ma, per quello che posso aver imparato negli ultimi tempi, può essere considerato un dato relativo. Relativo alla soddisfazione che procura a se stessi e negli altri.

Il Golfino Blu non ha certo venduto milioni di copie, nemmeno centinaia… La stampa che ho fatto fare dal digitale, una cinquantina di copie, si è esaurita subito, e i dati di vendita dell’ebook li conoscerò fra qualche mese, ma non mi aspetto sorprese. Un conteggio parziale di 3 mesi fa, fatto dall’editore, diceva che, in rapporto alla soglia d’interesse per la vendita di ebook in Italia, il Golfino si stava avviando verso un risultato di vendita discreto. E si parlava di cifre piccolissime.

Eppure il Golfino Blu è stato un successo. Perchè coloro che lo hanno letto lo hanno apprezzato. Anche qualcuno che non avrei mai pensato. E perchè le parole che mi sono state dette, in pubblico o in privato, sono parole che valgono più di un premio.

C’è chi ha detto che questo libro dovrebbe diventare un testo obbligatorio nelle facoltà di infermieristica.

C’è chi ha detto che non avrebbe mai pensato che le infermiere avessero dei sentimenti e dunque si è ricreduto.

C’è chi ha pianto.

C’è chi avrebbe voluto che non finisse mai, e chi avrebbe voluto sapere come sono andate a finire le storie che vi racconto.

C’è chi si è innamorato della scrittura semplice «che si capisce».

C’è chi ha comprato il lettore digitale apposta per comprare l’ebook.

C’è chi lo definisce «un capolavoro, dove la riflessione morale e la poesia si compenentrano in un modo unico con una unità di tono e di stile che fa tremare dentro».

Chi lo ha pubblicato ha ribadito che il libro vale molto e si complimenta per la forza narrativa.

Io ringrazio di cuore tutte queste voci, che hanno fatto sì che il mio pensiero fattosi parola acquistasse consistenza e diventasse vivo e vitale.

Non avrà fruttato niente, il Golfino, o poco più che niente. Non ne avranno parlato i critici letterari o le grandi testate giornalistiche, di recensioni ne ha avute perfino due, e di sicuro non è finito alla fiera del libro di Torino, appena conclusa, né in TV, e nemmeno alla radio. Ha avuto solo due presentazioni pubbliche, e già sembra abbastanza strano: come si fa a presentare a un pubblico un libro che non è tangibile, che non si può sfogliare, né annusare, che è fatto solo di bit?

Tuttavia in una scala relativa il successo c’è stato. Per tutto quello che ho detto fino qui. E pazienza se non mi cercano per un’intervista o una presentazione e non posso firmare autografi, neanche volendo.

A me viene da sorridere pensando a questo anno vissuto dal Golfino con poche pretese, senza tanti strombazzamenti, senza vanto e senza gloria. Ha vissuto, semplicemente. Ha fatto il suo dovere nell’ambito della sua portata, che tra l’altro a posteriori ho assai ridimensionato. E non ha finito, certamente. Nella frenesia del mondo della carta stampata che vede morire un libro dopo tre mesi dall’uscita, e finire al macero dopo un anno, il mio piccolo ebook resta. Invisibile nell’oceano telematico fra milioni di altri titoli, quasi impossibile da notarsi, e perchè mai dovrebbe spiccare, se in fondo non è che uno dei tanti? Però c’è.

Magari prima o poi qualcuno ci si imbatterà, le vie del web sono imperscrutabili come quelle del destino, che non sai mai dove ti conducano ma di sicuro ti portano da qualche parte.

Mi piace tanto questa cosa.

Intanto il tempo ha continuato a fare la sua corsa, in questo anno. E mentre il Golfino cercava lettori nella sua veste ormai definitiva, un’altra storia si faceva avanti, con i panni da neonato addosso.

Accantonati camici e pazienti, storie di grandi vecchi e riflessioni morali, ecco che una storia diversa prende forma e diventa simile a un romanzo. Il Golfino non era un romanzo, ma quest’altra cosa sì, ci assomiglia parecchio. E se il Golfino è sempre là che attende nuovi incontri, l’avventura ricomincia con altre parole che cercano la loro strada. Non si può dire ora se la troveranno, in caso vedrò di considerare l’eventuale successo sulla base di una personale gratificazione e su quella degli altri.

Che tanto io non sono una scrittrice, scrivo solo per passare il tempo che non ho.

Sono anche una lettrice, per quanto, a causa di tanti fattori, meno forte di una volta, E voglio ricordare che maggio è il mese del libro, anche io voglio contribuire all’invito a leggere, leggere leggere tanto. Leggere qualsiasi cosa, per sconfiggere la noia e l’ignoranza, per dare spazio alla curiosità e sviluppare cultura e pensiero autonomo, per liberare la fantasia. Leggete libri di carta o libri virtuali, libri di favole o saggi, libri gialli, rosa o neri. Leggete, potrete essere un sacco di altre persone e di sicuro diventare migliori di quella che siete ora.

Se poi volete, in particolare, leggere il Golfino blu, lui è là che vi aspetta.

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6 Risposte to “IL GOLFINO BLU, UN ANNO DOPO.”

  1. Alessandro Morbidelli Says:

    Già questo post, per me, fa di te una scrittrice… Ti auguro di scrivere sempre con la stessa soddisfazione, Rammy!

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  2. ramona Says:

    Grazie Ale, lo so che per te è più o meno lo stesso… Diciamo che la nostra soddisfazione è questa, il resto se c’è ben venga, altrimenti… pazienza. Siamo, o lo siamo diventati per forza, più realisti del re… Un bacione e ancora grazie!

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  3. pedalopoco Says:

    Letto e riletto… lo sai…
    Lunga vita a “Il Golfino Blu”… e un super abbraccio a te!

    Ciao

    😉

    Peda

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  4. ramona Says:

    e lunga vita sia! Al Golfino, e anche a noi… 😀
    un bacione, amico caro.

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  5. Milena Says:

    Il Golfino è un po’ come gli infermieri: non salvano le vite, ma la loro silenziosa presenza accompagna le vite nei momenti più difficili…

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  6. ramona Says:

    Milena, per la mia esperienza posso dire che gli infermieri, a volte, le vite le salvano davvero. E non di rado. Grazie per essere passata. Abbracci.

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