METTI CHE… MASTERPIECE E IL TALENT MANCATO

 

MASTERPIECEMetti che alla televisione si inventano un qualcosa di semi nuovo. Nuovo, perchè si parlerebbe di letteratura, evento raro. Semi, perchè il formato sarebbe tutt’altro che nuovo, bensì quello stra sfruttato del talent.

 

Metti che tu i talent non li guardi mai, a parte qualche piccola e discretamente confezionata eccezione, chè ti sembrano tutti costruiti. Perchè con la saggezza degli anni e un po’ di lucidità mentale, con l’aggiunta di un sano e incolpevole scetticismo, ritieni che niente di quello che si vede in televisione è reale. La macchina dell’immagine ha delle esigenze improcrastinabili, specie al giorno d’oggi.

Metti che appartieni a quella generazione che s’incantava davanti agli sceneggiati televisivi, alla tv per ragazzi, ai lustrini del varietà e ai film degni di questo nome. Tutto materiale in cui la finzione era finzione e tu lo sapevi. Qualche documentario registrato alla buona in bianco e nero aveva il solo scopo di informare, così come i telegiornali, e non di spettacolizzare. Lo spettacolo era una cosa, e lo riconoscevi come tale. La cronaca era un’altra. E la cultura, la divulgazione, un’altra ancora. Metti che non sei così antica da ricordare il maestro Manzi che insegnava l’italiano agli italiani, ma lo hai visto in filmati d’epoca e ti sei perfino commossa. Metti che tu appartenga a quella generazione per cui la televisione era uno svago importante e di qualità, perchè al cinema non ci potevi andare e il computer era roba da libri o film di fantascienza.

Metti perciò che da un certo punto in poi della tua vita ti sei resa conto che qualcosa era cambiato, e la televisione diventava sempre meno reale, sempre meno documentaria, sempre meno fonte di cultura. E ti sei immunizzata, fino a non guardarla quasi più. Perchè non ti fidi di niente di quello che vedi, e detesti l’estremizzazione delle disgrazie, le interviste ai parenti delle vittime, il televoto comprato o meno, le gare fasulle.

Metti però che compare, appunto, la messa in opera di un talent letterario.

 

Che roba è?

 

Boh?!

 

Non si sa bene. Parte un gran battage pubblicitario che arriva perfino a te e la novità, per così dire, ti incuriosisce. Tu non sei certo una persona di cultura, ma gli eventi culturali, specie se nuovi, ti interessano.

Metti che fai delle indagini e trovi delle certezze e mille domande.

 

La certezza è che si tratta di una gara, che andrà in onda su RAI3 con il titolo di Masterpiece, in cui si sfideranno talenti letterari esordienti. Come? Fa parte delle mille domande che restano senza risposta, per ora.

 

Un’altra certezza è che, da regolamento, può partecipare chi ha un romanzo inedito nel cassetto e non ha mai pubblicato una propria opera letteraria. Il primo premio sarà la pubblicazione del romanzo con una importante casa editrice.

 

Non si sa nulla di come si svolgerà la gara, né chi sarà a stabilire il valore letterario dell’opera. Metti che si parli di scrittori famosi, un toto scrittore.

Metti che d’improvviso ti punge la voglia di partecipare. Sì, sei contraria ai talent, alla falsità della televisione eccetera. Ma guarda caso, hai un romanzo nel cassetto. Il tuo primo, vero romanzo. Più o meno. Diciamo che assomiglia molto ad un romanzo, ecco. E dato che non sai bene come funziona la cosa, quasi quasi ci provi.

 

Però ti viene un dubbio.

 

Sei ancora un’esordiente dopo aver pubblicato un ebook? Il tuo Golfino Blu digitale, è considerato alla stregua di un qualsiasi libro di carta?

Metti che trovi il modulo d’iscrizione al talent ma non un indirizzo a cui rivolgere queste domande. Provi pure a scrivere alla redazione del TG3, in mancanza di niente. Ma il silenzio è totale.

 

Metti che la tua dote migliore, l’onestà, ti suggerisca che non vale la pena di proseguire, che hai pubblicato un libro (sì, anche se digitale è sempre un libro), di cui nulla sai quanto a vendite, ma di cui puoi senz’altro affermare che non è il best seller dell’anno e mai lo sarà. E che dunque sei esclusa a priori dal poter partecipare. Ma metti anche che la curiosità è forte, che si tratta di qualcosa di nuovo, che hai il tuo romanzetto o giù di lì che vorresti mettere alla prova… e alla fine cedi.

Metti dunque che compili il modulo d’iscrizione. È un affare complicato. Oltre al romanzo, alla sinossi, ai dati anagrafici, devi rispondere a un mucchio di domande che lasciano perplessi. I tuoi 5 film preferiti, i tuoi 5 libri preferiti, i tuoi 5 scrittori preferiti, i tuoi 5 cantanti preferiti, il tuo peggior rimorso, il tuo peggior difetto, la tua descrizione, la tua famiglia… e così via. Ma cosa c’entrano, queste cose private, con il saper scrivere un libro? E non solo: occorrono anche le fotografie di te in primo piano e a figura intera. E questo cosa c’entra con lo scrivere un libro?

 

Metti che lì per lì non ti è chiaro, ma ti adegui. Ecco le foto, tu che non sei per niente fotogenica, ecco una descrizione sofferta di come ti vedi, ecco un’analisi striminzita dei tuoi gusti, che non si possono incasellare, perchè a te piace una cosa e il suo contrario e faresti prima a dire cos’è che non ti piace.

 

Intanto capisci che ci sarà una prima scrematura dei concorrenti.

 

In base a cosa?

 

Metti che cominci a farti un’idea.

 

Probabilmente in base alle fotografie, prima di tutto. Stiamo parlando di televisione, no? Cioè di immagini. Non vorrai mandare in onda qualcuno che non fa una bella figura (o una pessima, perchè anche questo fa spettacolo, tutto ma non l’insipidezza visiva e umana) in telecamera? Cioè, un Giacomo Leopardi forse sarebbe stato preso, perchè le sue deformità avrebbero indotto a compassione la platea, e un Pasolini no, perchè bruttarello e insignificante a meno che non avesse fatto outing pubblicamente? E un Hemingway alcolizzato ci sarebbe stato?

 

Il dubbio ti viene, ma lo metti via. Hai sempre la speranza e la fiducia che almeno il tuo testo venga letto e giudicato in modo separato dalla tua faccia. Anche se già ritieni di poter dire che le tue preferenze espresse potrebbero venire usate per te o contro di te durante la trasmissione. Non è così che funzionano i talent, a quanto ne sai?

 

Metti che una volta spedito il modulo sei già sicura che non rientrerai nei selezionati. Ma le hai viste le tue foto? Ma dove vuoi andare, in tv?

 

Eppure.

 

Metti che una sera mentre hai ospiti e stai per sederti a tavola per cenare suoni il tuo cellulare e il numero che appare non ti dice nulla, ma ti fa sorgere un sospetto. E metti che quella voce gentile ti dica che tu sei una prescelta per partecipare ai provini, e che devi recarti a Roma da lì a una settimana o poco più.

 

È il terremoto di un nanosecondo.

 

 

 

Tu, a Roma, a partecipare ai casting?!

 

Ma le foto le hanno viste?

 

Ma il libro lo hanno letto?

 

Ma in quella data hai una visita medica…

 

Ma come fai a organizzarti in poco tempo?

 

E sul lavoro cosa dirai?

 

Ma soprattutto…. tu, sei un’esordiente?

 

 

E l’illusione crolla in un soffio. Perchè non sei un’esordiente. Poco o tanto che tu abbia venduto, il tuo libro ha un regolare codice ISBN, lo ha pubblicato un regolare editore, e quindi tu esisti come scrittore, non puoi partecipare al talent. La voce gentile te lo conferma, dispiaciuta. E riesci perfino ad apprezzare il suo sincero dispiacere.

 

 

Metti che chiudi il telefono sconsolata, perchè al solito arrivi sulle cose in un secondo momento ed è allora che puoi darti dell’imbranata.

 

Ma perchè hai un senso dell’onestà così radicato che ti ha fatto parlare quella sera al telefono, e non a Roma davanti a una telecamera? Perchè non fare finta di nulla, almeno fino lì, approfittare dell’incredibile fatto che ti hanno selezionato (su quasi 5000 concorrenti), e andare a vedere con i tuoi occhi cosa c’è di vero o finto in televisione? Perchè non metterti alla prova per vedere se davvero sei imbranata come credi, nonostante i molti esami superati brillantemente nel corso della tua esistenza? Insomma, perchè non barare un pochino, solo per lo stretto necessario?

 

 

Metti che non lo saprai mai. Né saprai per quale motivo ti hanno scelto (per il romanzo? Per le foto? Perchè sei meno peggio di altri?). E non scioglierai mai quel dubbio se la televisione può essere finalmente onesta o è davvero tutta una finzione di cui (forse) avresti fatto parte pure tu, che le finzioni spacciate per realtà proprio non le mandi giù.

 

Ormai è andata così.

 

Però…

 

Metti che avessi vinto il talent letterario???

 

 

 

 

 

 

 

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2 Risposte to “METTI CHE… MASTERPIECE E IL TALENT MANCATO”

  1. Pedalopoco Says:

    Metti che proprio quel “senso di onestà” che ti ronzava dentro già dai primi minuti…. metti che la signorina ti ha confermato ciò che sapevi già…. che il Golfino Blu è una pubblicazione…. metti che ce ne fossero di persone come te 😉 … metti che….

    è sempre bellissimo leggere ciò che scrivi

    ciao

    peda

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  2. ramona Says:

    ciao amico mio, sei nei miei pensiseri, spero che tutto proceda bene! Un abbraccio grande!

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