FACCI UN SALTO!

minifusIn un periodo sempre più convulso in cui le mie creatività letterarie sembrano assestarsi su un barometro tendente alla bonaccia se non al peggioramento, causa cronica mancanza di tempo e/o altrettanto cronica stanchezza psico-fisica, ho pensato bene di incrementare gli impegni. Da brava presuntuosa. Ma come si fa a resistere a certe sfide?

Sono stata contattata dal fondatore di un magazine online che già dal titolo dimostra di essere insolito: facciunsalto.it, per gli amici fus. Mi si chiedeva di far parte della banda, e spiegherò perché parlo di banda, scrivendo qualche articolo. Mi è bastato dare un’occhiata alla pagina in cui si descrive l’idea che è alla base del progetto per capire cosa si voleva da me.

Fus vuole parlare di emozioni, sia pure con un veloce taglio giornalistico. Gli articoli sono brevi ed escono a raffica. Qui non si raccontano cronache, si raccontano impressioni. Emozioni, appunto. Più o meno quello che ho sempre fatto io su questo mio diario.

Appunto, ecco il problema. Se già non riesco a scrivere qui, o negli altri luoghi dove figuro come redattore, come potrei assumere quest’altro impegno? E poi perché?

Ho tentennato, ma alla fine ho accettato. Per i seguenti motivi.

Prima di tutto perché ho scoperto che i componenti della banda editoriale, una trentina di persone, sono quasi tutti giovanissimi: età media inferiore ai 30 anni. E sarà certo per questo che nel gruppo vige un entusiasmo contagioso che non si vede spesso in giro. C’è sensibilità, cultura e voglia di fare. Nessun protagonismo egocentrico, ma divertimento collettivo.

Non li conosco ancora bene questi nuovi compagni, forse non tutti hanno vita definita e facile. Eppure a scorrere i cenni biografici che li riguardano (vedi pagina dedicata agli autori, sul sito), sono rimasta affascinata. C’è chi fa l’attore, chi studia ancora, magari con l’erasmus, e gira il mondo, chi fa mestieri nuovi come il docente di grafica 3d o il fotografo subacqueo o il mediatore linguistico. Le professioni di oggi e magari di domani.

Persone dinamiche, attente e sensibili.

Qualcuno risiede lontano, in Australia, o in Giamaica (beato lui…), o in varie parti dell’Europa e lungo lo stivale. Testimonianze ed esperienze che sollecitano la mia curiosità.

Poi mi ha commosso il fatto di essere stata invitata senza che nessuno mi abbia mai conosciuto di persona. Semplicemente qualcuno ha incontrato i miei scritti in rete, gli sono piaciuti e ha pensato che potessi entrare a fare parte della combriccola, senza sapere nulla di me, senza avermi visto in faccia.

Non è la prima volta che accade.

Non si riflette mai abbastanza sul fatto che i pensieri o le parole che lanciamo nel marasma digitale possano suscitare emozioni in sconosciuti lontani, con conseguenze imprevedibili. Lo testimoniano i commenti a qualche vecchio post che ancora mi arrivano a distanza di anni.

Nella rete nulla va perso del tutto.

A parte il mio primo blog, cancellato senza un preavviso; una cattiveria che ancora non posso digerire.

Ma quello che non viene cancellato resta e prima o poi qualcuno ci si imbatte, riceve una impressione positiva o negativa, ci riflette su oppure si lascia travolgere, prende una decisione soppesata o impulsiva. Per ritornare infine all’autore, che quelle parole aveva seminato senza troppo badarci.

Non finirò mai di stupirmi di questo.

Ho accettato dunque, con la premessa che ho altri impegni e poco tempo. Mi è stato detto che va bene così. Potevo proporre un articolo ogni tanto, oppure tenere una rubrica a mio piacimento.

Cavolo… fare la giornalista era stato un vecchio sogno di bambina. Sai, ci sono quelle che fin dall’asilo sognano di fare l’infermiera; io sognavo di fare la giornalista. Ma in seguito alla stroncatura della prova di stesura di un articolo di giornale da parte della mia prof d’Italiano alle medie, che mi riteneva troppo coinvolta (cioè appassionata) per poter essere una reporter imparziale, avevo accantonato anche il progetto. E sono diventata infermiera. Pensa un po’.

Adesso mi si presenta l’occasione di una specie di riscossa.

Ci ho pensato. Fus non è l’ambiente adatto a scrivere cronaca nera, per fortuna, e neanche rosa, non esiste la politica e non devo fare certo commenti sportivi. Devo fare la cronista di emozioni.

Così mi è venuta l’idea.

Sono arrivata ad una età in cui spesso ci si guarda alle spalle e ci si accorge con stupore che gli anni lì dietro sono più di quelli che ci aspettano davanti. In tutto questo tempo volato via in fretta e furia si è visto cambiare usi e costumi e anche oggetti quotidiani. Ci si accorge che alcuni ricordi non sono condivisi dalle nuove generazioni, perché loro non hanno visto e vissuto le stesse cose. Quindi, perché non rievocare quel passato e metterlo a confronto con il presente, condividendolo con chi non ha potuto conoscerlo?

Ecco perché ho pensato a una rubrica dal titolo “Amarcord”: cioè, “io mi ricordo”. Uscirà ogni due settimane. Nessuna pretesa, se non di illustrare un po’ di ricordi, di miei ricordi, per fare un certo confronto fra passato e presente.

D’accordo, non sarà nemmeno un’idea originale, ma non importa. In Fus è stata approvata, e a dire il vero è già stato pubblicato il primo articolo. Lo si trova qui.

Sono contenta di essere capitata in questo ambiente, di incontrare nuove, belle e stimolanti persone. Oddio, un po’ di fiatone a saltellare insieme ai baldi giovani ce l’ho, mi manca l’allenamento dei loro 30 anni! Non sono tecnologica a sufficienza, la velocità non è il mio punto di forza e ci metto un po’ ad assimilare concetti che per loro sono naturali.

Spero di non restare troppo indietro. E soprattutto cercherò di non trascurare anche gli altri miei impegni. Non sono una wonder woman: dopo tutto, quello che conta, per me, è solo scrivere.

newlogo-2014

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2 Risposte to “FACCI UN SALTO!”

  1. Pedalopoco Says:

    ciaooooooooooooooooo
    sicuramente ci “farò un salto” 🙂

    come la va?
    qui tutto quasi ok… al solito

    un super abbraccio

    Peda

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  2. ramona Says:

    Amico mio, ma che fine hai fatto?! Felice di risentirti! Qui anche tutto (più o meno) ok. Fatti vivo! Bacione. 😀

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