IO PARLO COSI’ E SONO RICCARDO.

RICCARDOCi sono giorni in cui senti già dal mattino che sta per arrivare qualcosa di buono. Anche se il sole c’è ma non brilla e non scalda ancora bene; anche se l’invito a una bella festa prima ti rende euforica e poi pensi che non ci potrai andare; anche se sai che la tua giornata sarà impegnatissima a tutte le ore e non avrai tempo per te. Nonostante tutto, senti che qualcosa di bello nell’aria è lì per te.
E qualcosa di bello arriva, sotto forma di una inaspettata ed emozionante mail.
La mail dei genitori speciali di un bambino altrettanto speciale.

Qualche tempo fa ho scritto questo post, dopo aver incontrato in piscina gli occhi di un ragazzino disabile alle prese con la riabilitazione acquatica. Nella mail i mittenti si presentano come genitori di Riccardo, un bambino che vive la stessa esperienza di quella che io descrivevo nel post. Mi chiedevano il permesso di riportare il mio testo sul blog del figlio, o meglio, che loro tengono a nome del figlio. Sono andata a vedere questo blog, e l’emozione è stata enorme. Riccardo non è un bambino qualsiasi, per quanto speciale, uno che sta lontano chissà dove, alle prese con un mondo che non frequento e non conosco. Riccardo è il bambino che io ho incrociato un pomeriggio in piscina, alle prese entrambi con i nostri rispettivi, piccoli e grandi, problemi.
Non credo che i genitori sapessero che parlavo di lui, dato che non conoscevo il suo nome e lo vedevo per la prima volta; né io pensavo che potesse essere davvero lo stesso ragazzo. Ma le foto sul blog sono inequivocabili.

E ho avuto la conferma che davvero si tratta di un bambino speciale. Un bambino che non può parlare, come avevo immaginato. Che non si sa quanto possa “pensare”, nel senso comune della parola. Ma che ha trovato il suo modo di comunicare. Attraverso i colori.
Riccardo dipinge, e lo fa con le mani. Non con i pennelli, usa proprio le mani, e i risultati sono incredibili. Accostamenti di colori armonici e sovrapposti in modo che è difficile definire casuale. Riccardo parla così, in modo cromatico, ed esprime se stesso e tutto il proprio prezioso e inaccessibile mondo interiore con i colori dell’arcobaleno. Sta a noi comprenderlo, ora. Noi poveri umani “normali” limitati all’uso della parola, che tante volte viene fraintesa, usata a sproposito, offesa, disattesa. Noi che con la parola vorremmo costruire mondi e non sempre ci riusciamo, mentre chi non ne ha il dono ne fa tranquillamente a meno. Perché la vita trova ugualmente la maniera di esprimersi con forza.

Chi lo avrebbe detto. L’incontro casuale di sofferenze diverse, due occhi a pelo d’acqua che vedono senza guardare, vanno oltre le convenzioni e trovano l’anima di chi sta loro di fronte. Un incontro fortunato.

Invito chi mi legge a entrare nel blog di Riccardo, ad avvicinarsi al suo mondo colorato ammirando i suoi quadri, e a leggere i commenti che i visitatori delle sue mostre gli lasciano con affetto. Impossibile restare indifferenti a tutto questo amore.
Grazie, Riccardo, per aver nuotato insieme a me.

http://www.ioparlocosi.org/

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