CORPO ANTICO

bagnante-di-renoirIo ho un corpo antico. Di quelli che non si usano più e chissà se si sono mai usati. Non parlo tanto di vecchiezza, ma di moda.

La moda nel tempo cambia in continuazione.

Oggi, nell’epoca della grave crisi economica, l’ultima novità in termini modaioli vuole donne dalle misure abbondanti, così come si è verificato ogni volta che si sono sfiorate fame e miseria. Nel dopoguerra per esempio, intorno agli anni ’50, esplosero le curve delle maggiorate: l’illusione che doveva convincere la gente che se esistevano ragazze così ben nutrite lo spettro della fame non era che un’invenzione.

Alte, o meno alte, seni prosperosi senza chirurgia additiva, fianchi casalinghi avvitati su cosciotti monumentali, ma un vitino sottile da non crederlo possibile. Il tipo clessidra. Bellissime.

L’abbondanza dunque che si rinnova nella moda dei corpi. Le tendenze dell’ultima ora infatti esigono corpi curvy. Più che morbidi, a volte esagerati, grandi, avvolgenti, che il cardiologo guarda con l’occhio di chi già prevede il trionfo di una qualche malattia cardiovascolare. Però i visi sono bellissimi, angelici e sensuali. E non c’è niente di materno in queste donne, ma gioia di vivere e menefreghismo nei confronti dei diktact: io sono così, dicono quei volti e quelle curve vittoriosi. Siete voi che dovete adattarvi a me. Sono io che faccio moda.

L’alternativa mini a una maxi curvy è una curvy nel solo lato B. Basta che sia, tale lato, alto, tondo, pieno, tanto. Ci si può accontentare.

Il mio corpo è antico e non assomiglia né a quelle clessidre né a queste curvy. Cioè, qualcosa c’è, ma di piuttosto vago, come quando torna di moda quel certo tipo di scarpa, o di camicetta, che hai conservato per decenni nell’armadio, ma che anche se ci somiglia non puoi dire che sia identico a ciò che fa tendenza, non può essere nemmeno considerato vintage.

In messo alle clessidre e alle curvy c’è stato lo spaghetto prima, e la bombastica dopo.

Gli spaghetti, o grissini, piatti senza curve ovunque li giri, di fianco, davanti e dietro, hanno imperato per molto tempo, dagli anni ’70 in poi. La moda, quella dei vestiti e dei relativi accessori, ci ha prosperato con le modelle che non potevano avere un etto di più addosso perché altrimenti la piega dell’abito non sarebbe caduta bene. Ma vuoi mettere la differenza fra vestire una donna magra e vestirne una ciccetta? Ne primo caso è molto più facile! E si risparmia.

Le bombastiche sono una razza relativamente moderna, un prodotto ibrido fra le grissino e le maggiorate, senza troppe contaminazioni con le curvy: alte, magre, atletiche, ma con le curve del petto esplosive, appunto bombastiche. Seni dalla quarta in su, sferici, disegnati con il compasso sì, ma tridimensionale, tutti uguali (tutti lo stesso chirurgo?), strizzati dentro reggiseni di un paio di taglie più piccoli. Ma fianchi stretti, strettissimi, quasi con le stesse misure del giro vita e pancia inesistente. Una razza che sembra non esistere in natura, dove il magro è magro è il grasso è grasso, ma che pare abbastanza facile riprodurre. Con un po’ di buona volontà e di manipolazione fra ginnastica, chirurgia e vita sana, senza stress lavorativi particolarmente onerosi al di fuori del normale viavai fra estetisti, stilisti, parrucchieri eccetera.

Tra tutte queste mode il mio corpo è sempre antico, fuori moda. Da che è nato non ha mai trovato una sua attualità. E sì che ci ha provato, tutto preso a cercare il proprio centro fra i detti della saggezza popolare. Ma come si fa, quando gli stessi si contraddicono a vicenda? Diceva la nonna infatti che Altezza è mezza bellezza, ma anche che Nella botte piccola c’è il miglior vino. Quindi è meglio essere alte, o basse? Boh!

Qualche consolazione forse viene dal fatto che Ogni bella chiesa ha un bel campanile, riferito ai nasi importanti. E che tanto La bellezza è come un fiore, presto nasce e presto muore, e poco importa se Salute e vecchiezza fanno bellezza. Della serie puoi essere bella, ma tanto la bellezza sfiorisce presto, e magari muori pure giovane, tanto vale essere vecchie, brutte, ma sane.

Ma soprattutto, non plus ultra, Non è la bellezza che conta, ma la simpatia. O, come alternativa, il fascino. Come disse la volpe dell’uva. Raccontala all’uomo, nonna, che al momento giusto della simpatia se ne fa un baffo, attratto da ciò che è bello a prima vista.

Insomma, un gran casino.

Ma alla fine questo corpo antico, quanto è antico?

Molto.

C’è mai stato un momento in cui era giusto, appropriato, bello, alla moda?

Fin qui è stato troppo piccolo o troppo largo, non abbastanza curvy o non sufficientemente esile. Tanto per non scendere nei dettagli. Altrimenti dovremmo dire che pure la cellulite è talmente antica da non somigliare nemmeno a quella che si vede addosso alle donne ritratte nel corso dei secoli da pittori illustri.

Il che vuol dire risalire ancora più indietro nel tempo, o meglio, nell’antichità.

Non posso dire con certezza che il mio corpo antico sia paragonabile a quello di Eva, probabilmente anche Eva era molto trendy, per il periodo. Anche perché non aveva rivali e paragoni. Sarà stata un po’ pelosa, avrà avuto le gambe storte dei suoi lontani parenti scimmieschi; magari si spulciava con eleganza all’interno dell’Eden. O forse, al contrario, le sue fattezze e il suo corpo erano eterei, angelici, per lo meno fino a che non le venne in mente di cogliere la prima mela. In ogni caso, Eva può vantarsi di essere stata la prima a lanciare una moda. In qualunque modo fosse fatta la nostra progenitrice, tutto in seguito ha dovuto essere rapportato a lei, in similitudine o in differenza.

Eppure il mio corpo antico si discosta anche da Eva. E allora, dove vuoi arrivare se pensi di andare oltre la prima donna? Alle origini dell’universo?

Direi di sì.

Io credo che il mio corpo antico di donna sia, come per tutte le donne, IL CORPO DI DONNA e basta, senza confini, senza limiti di qualsiasi genere, senza caratteri specifici. È un modo di essere che oltrepassa le forme e i dettagli.

È profondo. È indefinibile. È fluttuante. È tutto e il suo contrario.

È l’essenza della specie femmina, che si adatta e si trasforma con la generosità necessaria che accoglie e non rifiuta, si offre e soffre. Non importa quanto largo, lungo o tondo esso sia o che colore abbia.

Il mio corpo è lo spirito ancestrale, quel soffio che da alito diventa carne, che può creare nuova carne, ma sempre soffio resta, ed essendo arrivato in un secondo momento, nell’operato del Creatore, è riuscito forse un tantino meglio del prototipo maschile. Più duttile e volatile, concreto come roccia, logico e irrazionale, consolatorio e implacabile.

Il mio corpo antico, che solo in apparenza può discostarsi dalle mode e non avere mai requisiti necessari a sbancare un’appartenenza a qualcosa, è molto più che semplicemente bello o brutto. È immortale nella sua quintessenza, è bello per chi lo vuole, per chi lo vede con occhi primordiali e per chi cerca qualcosa che non sa definire. È caldo per chi ha freddo e fresco per chi brucia di dolore o di passione.

È sempre attuale, perché non esiste moda per un corpo così antico da essere fulcro e innovazione, rito e tradizione.

Il mio corpo è così antico che è esattamente come lo si desidera: a clessidra, a grissino, curvy e bombastico, con la cellulite rinascimentale o la perfezione muscolosa dell’atleta, con la chioma fluente o la canizie implacabile, con la pelle di pesca o rugosa di saggezza. Ma è anche invisibile involucro di un fuoco che niente e nessuno potrà spegnere nei millenni.

Il fuoco di donna.

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2 Risposte to “CORPO ANTICO”

  1. Pedalopoco Says:

    Mi hai fatto sorridere, ridere e sorridere ancora…. Ciao “fuoco di donna” 🙂 sei troppo un mito!

    Peda (qui tutto bene)

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  2. ramona Says:

    ciao amico mio, sempre troppo gentile! Qui anche (abbastanza) bene. Un abbraccione!

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