UN PREMIO AL GOLFINO BLU

golfino bluNon lo avrei mai detto due anni fa, quando il Golfino Blu vide la luce, si fa per dire, sotto forma di libro digitale. Provavo un misto di speranza in un boom di diffusione per quello che in fondo era un fermo immagine di ricordi legati alla mia professione, che tenevo molto a condividere, e di consapevolezza che un piccolo ebook non avrebbe mai potuto ottenere grandi risultati, in tempi non ancora maturi dal punto di vista della lettura alternativa. Non sapevo ancora che in qualche modo avrei realizzato entrambe le cose.

Le vendite in campo digitale hanno numeri piccoli, eppure il Golfino ha raggiunto e oltrepassato i limiti di quelle che vengono considerate vendite “eccellenti”, cifre che applicate in campo cartaceo farebbero solo ridere.
Ma la diffusione non è solo vendita, e la soddisfazione non viene solo dai numeri.
Il Golfino Blu ha conosciuto le pagine del Sole 24 Ore/Sanità in più di una occasione, e anche di alcune riviste infermieristiche online. È arrivato in tante realtà, a volte solo per un passaparola.

E la prima volta che partecipa a un concorso letterario vince un premio.

Un giorno mi imbatto nel bando di un premio letterario a tema, di cui riporto la premessa:

“Il Master Death Studies & the End of Life, diretto dalla prof.ssa Ines Testoni dell’Università degli Studi di Padova, del Dipartimento di Filosofia Sociologia Pedagogia e Psicologia applicata (FISPPA), in collaborazione con il Circolo IPLAC (Insieme Per LA Cultura), all’interno delle iniziative collegate al Congresso internazionale “Vedere oltre. La spiritualità dinanzi al morire: dal corpo malato alla salvezza – Contenuti, cura e aspetti relazionali nelle diverse culture”,organizza e promuove un Premio letterario e fotografico sul tema della spiritualità e delle possibilità di esprimere la visione di ciò che ci attende dopo la morte.
[…]
“Vedere oltre” significa esplorare i processi culturali del morire e delle rappresentazioni di morte, manifestando i diversi modi con cui l’Uomo interpreta la vita e la sua conclusione, la malattia, l’assistenza al morente e le diverse espressioni della spiritualità. È richiesto ai concorrenti di esprimere i tanti diversi approcci al sacro nei termini di religiosità, laicità, spiritualità.”
Di fronte a queste parole ho avuto una specie di illuminazione. Non era in qualche modo quello di cui, fra le altre cose, parlavo nel Golfino? Mi sono tornate alle mente alcune delle domande senza risposta che mi ponevo, in quelle pagine, di fronte alla sofferenza di persone giunte al termine della loro esistenza; le manovre di urgenza, talvolta vane, per salvarne altre; tutti i dubbi di fronte al pulsare del battito cardiaco nei monitor, o nell’osservare i pazienti dormire, cercando durante il turno di notte il sottile confine che separa il sonno dalla morte.
La morte, il suo significato, la difficoltà di accettazione, ritornano, qua e là, nel racconto del Golfino Blu.
Insomma, mi è sembrato che il mio piccolo libro avesse dei titoli per partecipare al concorso. E l’ho inviato.

Non mi ero resa conto di cosa ci fosse dietro al concorso. Solo quando mi è giunta la comunicazione che il Golfino ha vinto un premio ho realizzato l’importanza di tutto l’evento.
Il convegno dura ben 4 giorni, ed è a caratura internazionale, e anche il Master è molto, molto serio, e non solo per l’argomento che tratta, ma per i nomi coinvolti e per gli obiettivi che si propone: conoscere la cultura del fine vita nei suoi più vari aspetti, compreso quello dell’andare oltre il puro fatto materiale, nell’ottica di una salvezza spirituale. Così come l’accompagnamento del morente nel suo ultimo viaggio, che diventa una priorità imprenscindibile.

Non si parla volentieri della morte, si preferisce vivere e ignorare che prima o poi la vita finisce. Io per prima. Scottata dalle vicende della vita, coinvolta da una professione che fa della cura il suo scopo di esistere e che con la morte, vivendone il rischio tutti i giorni, si da del tu, non affronto mai di proposito certi discorsi. Ma il Golfino Blu mi ha portato mio malgrado un carico di riflessioni che spingono verso questa direzione.
Sì, ci stava che lo inviassi al concorso. Era quasi dovuto.

Non era così automatico invece ricevere un riconoscimento, ma è accaduto. Si è aggiudicato un premio speciale che va oltre la normale graduatoria: il Premio Speciale “Priamo-Memorial Marilena”. Un fuori classe, insomma. E la cosa mi fa solo un immenso piacere.

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Padova, a fine settembre, nel mezzo degli incontri del convegno. Cercherò di esserci, per poter raccontare un’altra emozione in cui il magico mondo della scrittura mi ha trasportato.

Quanta strada ha percorso il mio Golfino Blu. Chi mai avrebbe potuto immaginarlo?

 

Annunci

Tag: , , ,

2 Risposte to “UN PREMIO AL GOLFINO BLU”

  1. Pedalopoco Says:

    lunga vita al “Golfino Blu” 🙂
    complimenti.. alla grande

    Ciao

    Peda

    Mi piace

  2. ramona Says:

    grazie amico fedele!! 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: