DELUSIONE

delusioneEppure è vero, non è tutto oro quello che luccica. Specialmente se in campo editoriale: quello che segue è il resoconto della conclusione di un’avventura che prometteva un finale migliore.

Ti dicono hai vinto un premio, pubblicheremo il tuo romanzo, che ha ricevuto un giudizio molto più che lusinghiero dalla giuria, tanto lusinghiero che nemmeno ci potevi credere e avevi pensato fosse immeritato.
Quale emozione più grande per chi ama il mondo della lettura e si diletta a scrivere per passatempo? E sia, la pubblicazione sarà in ebook, non c’è niente di male, il digitale è il futuro e conviverà con la carta. Un lettore si ritrova con doppia possibilità di nutrire la mente o di trovare un piacevole svago. Non conta il mezzo, conta poter leggere.

Firmi il contratto, ma qualche domanda te la fai. Sai bene infatti che non basta pubblicare, un libro per esistere deve essere distribuito e anche spinto con annunci e pubblicità. Per questo le case editrici hanno, in genere, un ufficio stampa dedicato. Poiché questo aspetto non ti è chiaro provi a chiedere informazioni, ma non ricevi risposta. E intanto aspetti.

Aspetti, e aspetti.
Nessun comunicato ti arriva.
Pensi che ci vuole del tempo per fare un libro. Che bisogna fare editing, revisionarlo, impaginarlo, che prima o poi ti arriveranno le bozze da correggere (è scritto sul contratto), ti chiederanno preferenze sulla copertina. Tutto ciò richiede lavoro, impegno e tempo. Richiede passione e professionalità.
Allora aspetti.
Dai fiducia, quelle pulci nelle orecchie le zittisci, non vuoi giudicare senza toccare con mano.

Poi per puro caso scopri che il tuo libro è online sul sito dell’editore. Senza che nessuno ti abbia avvisato. Senza che nessuno ti abbia chiesto un parere sulla copertina. Senza che tu abbia visto le bozze. Senza che nessuno abbia risposto alle tue domande.

Indaghi meglio. Il tuo “ebook” è solo un pdf. Quello che hai inviato per il concorso. E non esiste nelle librerie digitali. Non esiste un comunicato stampa. Il che significa, in sostanza, che è il tuo libro a non esistere. Che c’è il tuo pdf messo vergognosamente in vendita a 5 euro. Pensi che piuttosto che chiedere quella cifra, per quel prodotto, tu il pdf lo regali.

Qualche esperienza te la sei fatta, perché hai già avuto un ebook pubblicato. Hai imparato in quell’occasione, da profana, che ci sono vari formati digitali per gli ebook, e che il pdf non si può esattamente contemplare fra questi. Sai anche che se di un libro non si trovano tracce, quel libro non esiste. Che di librerie digitali ce ne sono molte, ma le più importanti sono due o tre, dove pesca tutto il mondo dei lettori. E il tuo “ebook” non compare in nessuna di esse. Né si trova googolando a tempo perso.
Ti viene anche il sospetto che non ci sia stato alcun editing, ma questo non puoi saperlo con certezza, rimarrà solo un legittimo sospetto. Ma le prime pagine poste in anteprima sembrano confermarlo, questo sospetto. Perché tu, che hai coscienza del valore del tuo scritto, sei dell’idea che quelle pagine, come altri punti del romanzo, andrebbero sistemate, eri disponibile, aspettavi solo una mano che ti aiutasse, una discussione che si avviasse. Invece niente.

Quello che è certo è ti sono cascate le braccia. E la fiducia che riponevi è andata a farsi un giro senza ritorno.
Consapevole di non aver scritto il capolavoro del secolo, eri comunque grata a chi ti aveva giudicato e ritenuto meritevole e, memore della precedente esperienza editoriale che pure non era stata esente da qualche pecca, ma la professionalità l’aveva dimostrata, ti aspettavi un minimo di competenza.
Invece ti ritrovi a non osare raccontare ai tuoi amici quello che è successo, quasi fosse colpa tua, e a chi di loro stava aspettando di poter leggere il tuo romanzo dovrai dire di lasciar perdere, che non ne vale la pena, di risparmiare soldi per una occasione migliore, se ci sarà. Almeno fino a che, e sempre che, compaia quello in cui credevi e ti aspettavi: la serietà.

Non è sempre oro quello che luccica. Alle belle parole, alla bella festa, non sono seguiti fatti belli. E questo dispiace veramente.

Poi sei una che la fiducia non smette mai di riporla. E sei disponibile a ricrederti su quello che hai appena raccontato e a scrivere un post diverso.
E aspetti.

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