I VIAGGI DI MAIDEN VOYAGE

barcheÈ bello quando, al di là dei risultati puramente materiali, quello che scrivi regala emozioni e intraprende altri viaggi.

Prendi Maiden Voyage, per esempio, il romanzo di fantascienza scritto con la mitica Carboneria Letteraria, miei fratelli di penna. Nata per volare nello spazio, la nostra astronave una volta naviga per mare e un’altra percorre un nuovo, ibrido e intrigante sentiero.

Anche quest’anno la Scuola di vela Four Sailing ha organizzato per noi carbonari una presentazione in barca. Dopo l‘esperienza dello scorso anno, potevo mancare?
Certo che no.

Una settimana fa, dunque, eccomi a esclamare presente!, al nuovo appello al porto di Ancona. Una specie di deja-vù, con qualche variante. Ritrovo volti noti e ormai amici: oltre a quelli dei carbonari anche quelli degli organizzatori che hanno messo a disposizione le barche. Ben tre, di cui due meritano un posto speciale nel cuore e nella memoria: Ringhio e Gemini, agili, eleganti, pronte a salpare.
Il tempo però non è uguale a quello dello scorso anno. Soffia un forte vento di scirocco, troppo per spiegare tutte le vele, troppo per andare al largo con sicurezza, in una zona dove le onde non promettono la stabilità necessaria per fare la nostra presentazione.
Così ci limitiamo a un breve giro sotto costa. Non c’è il sole, appare e scompare, ma non fa freddo. Non troppo almeno. E una volta salpati, l’emozione riprende. Come ogni volta che mi trovo in acqua, o sull’acqua, come ogni volta che respiro lo iodio, come ogni volta che mi sento cullare dalla corrente o dall’onda.
Quest’anno non mi metto al timone. Sarei tentata, ma capisco che la giornata non è la stessa, lo skipper sa lui dove andare e dove fermarci e difatti non si va troppo lontano. Però mi si consente di cazzare la randa. Non so se si dica proprio così, in pratica allento una cima che consente la manovra della vela più piccola. Gli amici mi prendo in giro affettuosamente, per cui è probabile che stia dicendo una castroneria enorme, ma che importa? Scherziamo, il clima fra noi è sempre lo stesso, ogni volta che ci ritroviamo: leggero, goliardico, di affetto. E l’ambiente informale aiuta anche se sei timido.
Ecco la manovra di accostamento. Le tre barche vengono assicurate insieme, una accanto all’altra. È il tramonto, il vento è forte, il panorama rassicurante, il sole fa capolino tra le nubi poi se ne va. Qualche coraggioso si tuffa. Per un attimo sono tentata anche io: devo pur mettere in pratica il frutto di tanti mesi piscina… Rinuncio a malincuore, il clima non invoglia davvero.

Si tirano fuori i viveri.
Ma com’è che all’aria aperta è sempre tutto tanto buono? O è la cucina marchigiana che lo è a prescindere, anche nelle portate più semplici?
Non ci scoraggiano due gocce di pioggia, restiamo a divorare imperterriti tutto quel bendiddio, sventolati dallo scirocco. Arriva pure un’ondata anomala da un traghetto in transito, lontano e impiccione, ci fa ballare per qualche istante.
Si decide di fare la presentazione vera e propria nelle acque più tranquille del porto.
Peccato.

Il porto ci accoglie che è già buio, ma le luci di Ancona sono festose in lontananza. Restiamo a bordo e cominciamo a parlare di letteratura. Parliamo di Maiden, la nostra astronave intelligente e sentimentale. Difficile non svelare tutta la trama, tuttavia concediamo qualcosa ad un pubblico non foltissimo (quanto ne potevano trasportare le tre barche), ma attentissimo.

foto di proprietà della Four sailing

È una magia.
Nel buio della notte, alla luce solo di una piccola lampada a led, le parole del nostro libro si diluiscono nel silenzio attento attorno a chi legge, interrotto solo dal minimo sciabordio dell’acqua sotto di noi.
Siamo cullati dalle parole, dalla storia, dall’acqua.
Bisogna provarlo, per capirlo.

Non paghi dell’avventura spaziale, spaziamo anche noi, leggendo altri racconti, sconfinando pure nella letteratura erotica, sempre richiesta, sempre apprezzata. Alla fine una bella risata sdrammatizza quella certa tensione che questo tipo di letture, specie se fatte in pubblico, può provocare.
E alla fine la piacevole serenata ha termine. Lascia il solito sapore di cosa bella, un pizzico avventurosa, di certo memorabile, come sempre.

Ma la piccola grande Maiden non si ferma.
La nostra consorella carbonara Chiara Bertazzoni infatti ha ideato per lei un percorso teatrale innovativo. Il 25 e 26 giugno prossimi, presso la Sala del Camino di Villa Burba in Corso Europa 291 a Rho, si terrà la prima di una rappresentazione ispirata al romanzo carbonaro. Riporto qui sotto il breve comunicato che annuncia l’evento:

Non c’è modo migliore per conoscere un personaggio se non quello di…vederlo da vicino. In una sorta di speed date teatrale, gli spettatori, ascolteranno le storie che i singoli personaggi avranno da raccontare loro. Chi è veramente l’ingegner Alan Irving? Quali sono i segreti più reconditi della datamancer Flavia Hadiya Guðmundsdóttir? Ed è proprio vero che l’astronave Marie Blue ha un animo umano? Tutto questo e molto altro emergerà dai racconti che ciascun personaggio deciderà di regalare agli spettatori che avranno modo di ascoltare a tu per tu le loro storie.
In questo modo lo spettatore diventa confessore, complice, amico e instaura un rapporto diretto con con il personaggio che racconterà e confesserà la propria storia, a volte folle e scottante e a volte grottesca e trasgressiva, come una sorta di liberazione o alla ricerca di comprensione e aiuto.

Presentato all’interno della rassegna teatrale Assicurarsi Ai Sedili, Maiden Voyage è un esperimento innovativo e originale, che mescola insieme teatro e letteratura, in una formula piacevole e dinamica.

Io purtroppo non potrò esserci fisicamente, ma ci sarò nelle parole di Marie Blue, che è il personaggio che ho rappresentato nel romanzo. Una parte del testo infatti l’ho scritta io.

La nostra piccola astronave ha il viaggio nel suo DNA. I confini le stanno stretti. E a noi piace così.

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