BOLLE!

subIndossa il gav (il cosa??! il gav? Ah sì, il giubbottino). Premi qui e si gonfia, premi qua e si sgonfia (oddio, due tasti vicini, l’ideale per farmi fare confusione). Gonfi quando vuoi tornare su, sgonfi per andare giù (abbastanza logico, capito).
Questo è l’erogatore e questo è quello di riserva, se caso mai il il tuo compagno fosse in difficoltà e dovesse averne bisogno (e se avessi bisogno io di qualcosa, che faccio?).
Metti le pinne, sai come si fa? (bè, sì, questo dovrebbe saperlo anche un bambino).
Secondo te cosa contiene la bombola? (di certo non gas nervino). Esatto, contiene aria. Questa è da 18 litri, quella da 20. Vedi, questo segna la pressione (segue veloce conto matematico per spiegare che un volume moltiplicato per la pressione di ricarica dà la quantità complessiva di aria. Semplice vero? Sì certo, come no.)

Ho la testa confusa e un po’ di ansia mi prende mentre ascolto le veloci indicazioni del mio nuovo istruttore. Mi sta spiegando come comportarmi, perché tra poco sarò sott’acqua. Con maschera, pinne e bombola. Ed è l’ennesima prima volta che l’acqua mi riserva.

La bombola a terra mi sembra pesantissima, riuscirò a reggerla sulle spalle? E non mi tirerà a fondo, una volta in acqua?
No, stupida, è piena di aria, caso mai ti tiene a galla.
Cielo, non ne so proprio niente!

Ecco, sono in acqua. Una prova veloce con l’erogatore sotto il pelo dell’acqua (sono sicura che finirò col bere!) e nel frattempo mando a memoria i segni convenzionali, che si sa, là sotto non è che puoi fare conversazione e tuttavia bisogna pur comunicare in qualche modo.
Come si chiede aiuto? Questo l’istruttore non me lo dice.

Ok? Ok.
Pollice verso.
Si va giù.
Giù?!

Il fondo della piscina è appena di un metro e ottanta. Potrei toccarlo pure in apnea e difatti l’ho sfiorato più volte nei miei allenamenti solitari da sirena mancata. D’altra parte la prima volta che metti una bombola dove vuoi immergerti, nella fossa delle Marianne? Ovvio che ci vuole prudenza, bisogna andare per gradi.

Sto ancora con il pollice verso, in accordo con quello dell’istruttore, solo che lui è lì sul fondo, io sono ferma in superficie. Come si fa ad andare giù?
Ho la certezza che non morirò mai affogata, io galleggio anche contro la mia volontà.

Niente da fare, giù non si va nonostante il gav sgonfio.
Necessito di un peso da due chili.
Ottimo, questo sì che mi porta a fondo, ma è posizionato da un lato solo e mi sbilancia. Manca poco e mi ribalto come una balena spiaggiata, a pancia in su. Tendo le braccia a cercare qualcosa cui aggrapparmi, proprio non trovo un equilibrio, per fortuna l’istruttore quasi mi abbraccia e mi riassetta: decido comunque che è meglio ricominciare. Su, verso la superficie. Faccio confusione con i tasti di gonfiaggio e sgonfiaggio, ma tanto non fa niente: torno su da sola.
Però sono stata brava: non ho mai smesso di respirare nell’erogatore. E non ho bevuto. Mi complimento da sola.

Senza accorgercene invadiamo la corsia accanto ed emergiamo davanti ad alcuni bambini a cavallo del loro tubo di polistirolo, che ci guardano, ci evitano, tutto sommato non si meravigliano e ci ignorano. Beata innocenza, abituati come sono ai mostri dei videogiochi non si scompongono per questi tizi mascherati che gli compaiono all’improvviso davanti.

Ridistribuiamo i pesi, un chilo per parte. Pollice verso: giù!
Oh, eccomi sul fondo! Cavolo, sto facendo una immersione vera con una bombola vera come i veri sub! Vabbè, immersione vera per modo di dire. Un sub qui non ci si sciacqua nemmeno i piedi. Ma per me è il battesimo delle bolle, diciamo così, e le prime volte vanno rispettate, comunque siano.

Cerco di inginocchiarmi sul fondo; ancora un equilibrio precario che mi fa fare un ridicolo balletto sconclusionato, da astronauta nello spazio, ma ce la faccio. E poi via, pinneggiando e respirando bolle come se non ci fosse un domani.
Come uno squalo in cerca di prede.
Ah, che fantasia!

Ora non mi stacco più dal fondo. Due chili bastano a tenermi giù, anche troppo. È il caso di toglierne uno, decide l’istruttore.
Ecco, meglio. Resta da controllare un po’ la tenuta, perché tendo inevitabilmente a tornare a galla. Si dice che sono positiva, il che mi fa perfino piacere, mi restituisce un’immagine di me solare e ottimista. Peccato che non sia il massimo per fare immersioni, dove è preferibile essere negativi.
Che brutta parola, mamma mia.
Comunque mi sforzerò di diventare negativa, ammesso che sia possibile andare così contro natura, quanto basta per andare giù.

La lunghezza della piscina mi va stretta, in un attimo la percorro tutta e devo riaffiorare. Mentre sono là sotto mi concentro per mantenere l‘assetto, mi pare di riuscirci e sono contenta. Scoprirò poi che quando cominciavo a svolazzare verso l’alto il mio istruttore con una manata mi riportava giù. Non sono io a governarmi, ho ancora bisogno di un pilota.

È fantastico. Sono immersa nelle bolle, ascolto il mio respiro che cerco di mantenere regolare. Se qualcuno me lo avesse predetto un paio di anni fa avrei fatto le carte per internarlo in manicomio. Ero sicura che mai e poi mai mi sarebbe stato concesso di fare qualcosa del genere. Due anni fa non mettevo nemmeno la testa nell’acqua, e non lo facevo da oltre un ventennio, mi era stato proibito. Non nuotavo, polleggiavo; nemmeno nell’inconscio più remoto avrei trovato traccia di un pensiero rivolto alla possibilità di fare attività subacquea, manco per scherzo.

Invece sono qui, ho la bombola sulla schiena, vado su e giù piuttosto senza controllo in questa modesta profondità, ma pinneggio niente male, fra un milione di bolle.
Ma sono proprio io?
Certo che sì, mi viene da sorriderne sott’acqua e per poco non perdo l’erogatore. È già così difficile mantenerlo in bocca, rischio di slogarmi la mandibola, ma mi dicono che le prime volte un po’ di tensione è normale, poi si fa meno fatica. Per fortuna, perché nel frattempo devo tenerlo con le mani. Roba da principianti.
Scopro che nemmeno la pinneggiata è perfetta, ci devo lavorare. Uffa, che imbranata.
Ma è la prima volta e in fondo tutto si perdona e tutto si impara.

Per prima cosa devo imparare a usare il gav, a sgonfiarlo e gonfiarlo quando e quanto mi serve. È così complicato che in un attimo mi trovo sul fondo e un attimo dopo riemergo catapultata verso l’alto come la donna cannone. Le vie di mezzo dove sono?

Le vie di mezzo bisogna trovarle ed è forse il compito più difficile, per ora. Nè si pretende di imparare tutto in una volta. Anche perché le difficoltà aumenteranno sempre più, ne sono consapevole. Tutto questo è niente.

Ancora per un poco mi limito a sguazzare sul fondo della piscina, soddisfatta e felice di me stessa, del mio essere andata oltre tutti i divieti, oltre tutte le convinzioni. Non sono un’incosciente e conosco i rischi, non so se e quanto potrò andare avanti, cioè, dato l’argomento, non so se potrò andare in acque più profonde, ho pur sempre delle problematiche fisiche con cui fare i conti. Ma chi mi proibisce di provare ancora? Chi mi proibisce di sondare fin dove ciascuno può arrivare, nonostante il proprio limite? Chi mi proibisce di mettere alla prova me stessa e la mia imbranataggine?

Mentre armeggio, per fortuna con aiuto, per togliermi la bombola dalle spalle che sì, fuori dall’acqua è decisamente pesante, mentre contribuisco a sciacquare l’attrezzatura usata, mentre mi concedo un paio di vasche a nuoto libero, giusto per riscaldarmi un po’ e infine raggiungo le docce, decido che nessuno può decidere per me e se io ho voglia di giocare con l’acqua, oppure di fare la sirena, o di imparare a fare le bolle nelle profondità per me possibili, nessuna prescrizione contraria me lo potrà proibire, salvo una controindicazione grave ancora da verificare.sott'acqua

I miei nuovi amici, da lì a poco, seduti davanti a uno spritz, mi includono nei programmi di future escursioni acquatiche, facendomi sentire già una di loro. Non lo so se sarà realizzabile, non me lo voglio chiedere. Per ora sorrido e con il ricordo ritorno, ancora per un magico istante, nella mia bolla blu.

Grazie al club nonsoloacqua per l’amicizia, la pazienza e l’incoraggiamento.

Annunci

Tag: , , , , , , , ,

2 Risposte to “BOLLE!”

  1. wwayne Says:

    Ciao! Ma non lo aggiorni più il tuo blog?

    Mi piace

  2. ramona Says:

    ciao! lo aggiornerò proprio in questi giorni. Sei gentile ad interessarti. Grazie!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: