RIFLESSIONI SPARSE

riflexUna serie di riflessioni sparse in una giornata di mezzo giugno. Tanto mi si affollano i pensieri in testa che non so nemmeno da quale parte cominciare. Da diversi mesi non scrivo qui e non perché non ci fosse da scrivere o raccontare, ma perché il tempo non è stato amico, tutto preso dall’essere riempito da molte cose. Ognuna delle riflessioni che seguono meriterebbe di essere sviluppata a parte, magari lo farò, ma per ora le butto là come vengono.
Vediamo.

Riflessioni sull’amicizia.

L’amicizia, l’ho detto spesso qui e a chiunque avesse avuto voglia di ascoltarmi, è per me una forza, un formidabile strumento per crescere, per farsi compagnia. Io ci credo molto, investo moltissimo nei rapporti umani. Sono anche abituata a stare sola con i miei pensieri e la parte più oscura di me, ma una buona frequentazione è il modo migliore per rinforzare il sorriso e anche la risata. Condividere un momento sereno aiuta a far splendere il sole anche quando piove. Aiuta a sentirci meno soli. A sentirci compresi. Mi è successo ancora di cantare a squarciagola dopo aver vissuto qualche istante di allegria in compagnia di un amico o un’amica. La giornata acquisiva colori più forti, una luce più chiara, un gusto migliore, il presente era meraviglioso e il futuro perfino roseo.
Potenza dell’amicizia.
Anche ascoltare l’altro è importante per me, è una raccolta di esperienze, è imparare qualcosa, è conoscere altre vite e altri mondi. Ovviamente il mio è un investimento emotivo molto dispendioso, non può che essere selettivo. Pur ritenendo di essere disponibile con tutti è su alcune persone che concentro la mia voglia, o il mio bisogno, di affetto. Che non sempre trova l’esatta corrispondenza dall’altra parte.
D’altro canto può capitare che qualcuno investa su di me e io non riesca a ricambiare con la stessa intensità. E mi dispiace allo stesso modo in cui mi dispiace nel caso opposto.

Non potrebbe essere più facile, così che nessuno ci resti male?
Io non posso rassegnarmi ad un mondo in cui non si senta il bisogno dell’altro. In cui non si percepiscano le onde positive dell’altro che cerca uno scambio con te. Però a volte è emotivamente faticoso.

Molto faticoso. Il cuore si gonfia e non trova pace.

Chiedo scusa a chi mi ha nei suoi pensieri se non riesco a ricambiare, se sembro scostante.
Chiedo scusa a chi è nei miei pensieri e non riesce a ricambiarmi, se sembro esigente.
Qualcosa va sempre storto, tra noi piccoli umani.

Riflessioni sullo studio.

Da quasi due anni mi sono imbarcata in un master, giunto ormai alla conclusione. Tra qualche giorno discuterò la tesi e finalmente archivierò questo capitolo.
È stato molto difficile.
Tutto il tempo libero di un anno almeno, o anche più, occupato tra frequentazione del corso, studio, tirocinio, esami. E poi ricerche per scrivere la tesi, impazzire su programmi di pc sconosciuti, cercare di capire come fare un minimo di statistica, perdere i dati e poi rifarli. Senza perdere di vista lavoro, famiglia, vita personale.
Mi guardo indietro e mi chiedo come ho fatto. Io che sono pigra per natura, attenta a risparmiare riserve energetiche sempre scarse, restia a tutto ciò che è matematico. Io che ho un’età non certo da scolaretta.
Però ho resistito. È stata un’esperienza fondamentale sotto molti aspetti. Mi sono messa alla prova e sono contenta di averlo fatto.
La tesi che ho prodotto ha soddisfatto il mio relatore in un modo inaspettato. Non ci credevo molto neppure io, ma lui sì. E non lo ringrazierò mai abbastanza per le belle parole che ha speso per me. Indimenticabili. Come pure prezioso è stato il sostegno di un’amica che allo stesso modo ha creduto in me.
Non so come andrà, quale sarà il risultato finale. Io ritengo di avere già vinto la sfida con me stessa. E questo penso possa bastare.

Riflessioni sulla scrittura.tela

Va da sé che non ho scritto molto in questo periodo… diciamo che ho vissuto di rendita. Ma è stata una rendita piacevole. Il mio libro di racconti Tela di ragno ha avuto i suoi piccoli momenti felici. Come la consueta presentazione in barca, con gli amici della scuola di vela Four sailing di Ancona. Ancora una volta in compagnia dei fratelli carbonari, ma stavolta con una produzione tutta mia. E nonostante il tempo così così la magia del racconto in mare alla luce di una piccola lampada, cullati dall’acqua, si è ripetuta. Non c’è presentazione più emozionante, per quella che è la mia esperienza. Un’avventura che riempie il cuore, mentre i sensi si colmano dell’odore e del colore del mare, anche se bigio, e del tramonto che colora le acque.

13417660_1095194810541163_3787451107066718277_n

Ma il piccolo libro ha voluto farsi strada anche in casa sua. Ed è qui, nella città in cui viviamo, che è avvenuta un’altra presentazione. Partita non benissimo, purtroppo. Incomprensioni e un disguido hanno comportato la rottura con un’amicizia ventennale. Giusto una di quelle amicizie che magari non è così profonda, ma che pensi si rinnovi sempre anche se i contatti sono diradati. Non è andata così. La delusione è stata forte da entrambe le parti e io ancora non mi ci rassegno. Ma la vita è fatta anche di questo e bisogna andare avanti. E il mio ragnetto aspettava il suo turno. pablito

La vetrina della libreria più importante in città che ospita le copie del ragno… non è un’emozione forte anche questa? E poi la sera della presentazione, un venerdì 17 che pensi porti jella, arrivano solo amici e parenti (ma questo un po’ te lo aspettavi) e si dà il via a un momento intenso e divertente che resterà nei ricordi. Raccontarsi a persone che già ti conoscono, spiegare come nascono i racconti a chi solo da poco conosce questa mia passione, ha coinvolto e mi ha coinvolto. Il clima è stato partecipe, ci sono stati istanti deliziosi, divertenti, domande, scambio, interazione.

Non potevo chiedere di più. Al di là dei conoscenti non è venuto nessuno, ma è stato bellissimo. Ho toccato con mano affetto e interesse per quello che faccio. Chi se ne frega di folle oceaniche e fredde. Io ho i miei fan di cuore. Ho ricevuto anche la proposta di un’intervista alla tv locale. Pagando. Ci ho riflettuto. L’emozione dell’invito è scemato nella riflessione di essere stata invitata non per meriti, ma per contribuire al bilancio dell’emittente. Con tutto il rispetto, ringrazio, ma non fa per me. Al mio cuore basta la semplicità e la genuinità. Nessun calcolo.

Riflessioni (amare) sulla salute.

E questo è un campo minato. Che gli anni che passano lascino il segno non è solo un detto. È la pura realtà. I miei studi recenti e l’esperienza professionale lo confermano, più si va avanti con l’età più insorgono problematiche anche complesse. Ma fuori dalle fredde statistiche capita che di colpo, senza sapere come e perché, cominci a far parte anche tu di quella fascia con svariati problemi.

Quando è successo che sei passata dall’altra parte? Che invece di curare devi curarti? Non lo sai. E il peggio è che devi fare entrambe le cose. Certo, finora non è capitato nulla di così grave: quello che basta per creare sconforto, per riportare te stesso alla fragilità dell’essere umano, per limitare prestazioni che sei però obbligato a fornire, dato che il sistema è spietato: non puoi fare a meno di lavorare. No, devi fare, devi produrre, ci sono tanti come te (come se questa fosse una giustificazione) o che hanno problemi peggiori, lavorano e non si lamentano.

In che mondo viviamo. Un mondo duro.

Eppure c’è da riflettere. Perchè stiamo parlando di sanità, di personale di assistenza giunto nell’età di mezzo, sfinito, usurato, logoro, che presto avrà bisogno a sua volta di essere assisitito. Che presto o tardi avrà bisogno di un letto d’ospedale, di una parola amica da un medico o un infermiere, avrà bisogno di quegli ausili che oggi consiglia a coloro che assiste, che si affidano a quelle mani, a una schiena dolorante, alle ultime forze residue, senza sapere che l’altro è in riserva, ha speso tutto e il fisico non lo sorregge più. Domani, o dopo, su quel letto potremmo esserci noi, che oggi vestiamo la divisa dell’assistenza con la fatica di un’età non più verde. E nel frattempo si pretendono da noi le stesse prestazioni di un ventenne, le stesse di quando abbiamo cominciato pieni di energie e di entusiasmo. Non c’è orizzonte che si intraveda per la messa a riposo. Non s’intravede futuro.

La società esige, semplicemente, un pasto umano per sopravvivere a se stessa. E nell’ottica miope di questo sfacelo di massa non si comprende che la vera ricchezza è l’umanità, la persona in quanto tale. Per la quale, al momento, non c’è rispetto, non c’è riconoscenza. Non c’è pietà. Non c’è cuore.

Riflessioni sparse, senza pretese. Che tanto questa vita è un’altalena di cose belle e cose meno belle che capitano a caso, componendo un puzzle meraviglioso, unico e irripetibile, nel cuore di ciascuno.

cuore-rosso-puzzle

Annunci

Tag: , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: