IO SCRIVO PER VOI.

scrivopervoiIo so fare poche cose. Non sono particolarmente brava né con la manualità, né con l’intelletto. Sono una persona ordinaria con poche virtù e qualche difetto.

Tra le pochissime cose che cerco di fare al meglio delle mie possibilità c’è leggere e scrivere. Sempre un po’ meno di quanto vorrei, ma sono le prime cose che ho imparato da bambina e perciò l’imprinting ha fatto sì che restassero tra le mie poche abilità.

Ho sempre pensato che chi ha un talento lo debba sviluppare, coltivare, cercare di farlo fruttare e all’occorrenza, quando necessario, anche metterlo a disposizione per pubbliche utilità, giusto per sdebitarsi dell’eccezionalità che lo riguarda e che lo fa diverso da un’altra persona meno dotata, o dotata di altre caratteristiche.

Quale occasione più drammaticamente adatta a tale scopo di una calamità o di una catastrofe, naturale o procurata dal lato oscuro dell’umanità?

Il 24 agosto di quest’anno una terribile scossa di terremoto ha mandato in macerie una fetta dell’Italia centrale. Un dejavù, a pochi anni di distanza dal terremoto che ha messo in ginocchio L’Aquila e dintorni. Morti, tanti, rovine e distruzione. Polemiche pure infinite, la macchina della solidarietà che si mette in moto, persone e animali estratti vivi o morti dai resti di quelli che erano paesi antichi e borghi caratteristici, meta di vacanza e relax.

E dopo non resta che ricostruire. Che è la parte più difficile dopo il riconoscimento delle vittime, dopo la conta dei danni, dopo le lacrime di chi ha perso tutto.

Le esperienze passate non sono state tutte positive e non sarò io a elencarle e dividere quelle buone da quelle cattive, che tanto sono sotto gli occhi di tutti.

Ciò che voglio invece diffondere qui è la generosità e la disponibilità a mettere a disposizione gratuitamente il proprio talento (vero o presunto) di quelli che non godono sempre di buona considerazione e che invece vogliono dare una mano.

Una mano serve a ricostruire. Una mano la mette l’operaio e una l’artigiano, una l’architetto e una l’ingegnere. Una mano ora la mette anche lo scrittore, uno che per lo più viene visto come un po’ fuori dalla realtà, chiuso nel proprio mondo di fantasia, poco concreto. Magari un po’ svampito, ecco.

Invece con la tragedia appena verificatasi si è smosso qualcosa anche in questa bistrattata categoria di talentuosi. No, non basta una mano armata di penna a ricostruire una casa, un paese: là ci vogliono mattoni e cemento. Però tante mani con una penna ciascuno possono dare vita a una iniziativa importante.

Sarà stato un visionario, il primo a essere convinto di questa possibilità, ma Andrea Franco, scrittore e titolare di un’agenzia di servizi editoriali, non ha perso un minuto e subito ha dato il via a un progetto che fa degli scrittori dei personaggi “utili”, in modo pratico, alla società. Strano ma vero.

Andrea ha lanciato immediatamente un appello a coloro che a torto o ragione si definiscono scrittori chiedendo loro un testo, un racconto di qualunque genere. Ne avrebbe fatto un ebook e poi lo avrebbe messo in vendita e il ricavato sarebbe andato a dare una mano, appunto, alle persone disagiate dal terremoto.

Detto fatto.

La risposta è stata straordinaria, perché si sa, noi siamo un generoso popolo di poeti e naviganti e si è reso necessario respingere le offerte. Altrimenti ne sarebbe uscita un’opera mastodontica stile enciclopedia. Io ci sono entrata e ne sono felice.

Il risultato finale è IO SCRIVO PER VOI, un’antologia assai corposa, di quasi 300 autori e 2000 pagine, zeppa di racconti brevi di ogni tipo. Per fortuna è in ebook, se no sai che peso?…

Da pochi giorni è in vendita a questo indirizzo:

Tutto il ricavato sarà devoluto alla protezione civile con l’intento di aiutare a ricostruire una scuola.

Lo stesso ricavato è aggiornato sul sito in tempo reale, e non ci sono trucchi né inganni.

Sono davvero orgogliosa di rendermi utile in una situazione così difficile con quel poco che so fare. Non posso certo andare a scavare a mani nude tra le macerie, e non sono sicura che potrei reggere i ritmi massacranti dei soccorritori o le storie in cui inciamperei. E anche se sono infermiera poco potrei fare: ci sono già colleghi eroici e più giovani che sanno meglio di me di cosa c’è bisogno.

Il fatto di poter essere presente semplicemente con un racconto mi conforta.

Per l’antologia ho scelto un testo divertente e surreale, perché ho pensato che ci volesse un sorriso per trovare la forza di andare avanti, lasciandosi se possibile tutta la tragedia alle spalle e guardare al futuro. Il racconto si chiama My traffic, my life, ed è una parodia delle nostre vite cittadine inscatolate per la maggior parte nelle nostre auto e prigioniere del traffico. Ma alla fine, bisogna prendere pure questo con ironia e filosofia e trovare il buono nel disastro quotidiano.

Lancio un appello perché in tanti comprino questo ebook. Ci vuole poco, pochissimo, per fare un po’ di bene: bastano pochi click e pochi soldi: l’offerta è libera e parte da appena due euro. In cambio ci sarà la consolazione di qualche mattone che porterà il nostro contributo, e dei racconti, belli o brutti, allegri o tristi, messi insieme con slancio e passione, per farci compagnia.

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