SOGNO EROTICO

(Oggi è il mio compleanno, e questo è il mio regalo per me. Auguri vecchia mia. Ti voglio bene.)

Sono il sogno erotico di me stessa.
Un libero sogno erotico che non deve dare spiegazioni, perché la sensualità non ha bisogno di essere spiegata.
La sensualità esiste nella mente di chi la sa vedere. Esiste nella consapevolezza e nell’orgoglio di essere diversi dai canoni imposti.

Mi osservo. Mi piaccio.

Trovo sensuali tutti quei capelli. Sono tanti, ribelli alle pieghe, elettrici, dotati di vita propria, difficili da ammaestrare. Hanno un compito preciso: danzare intorno al volto, creare mistero. Nascondere i lineamenti, ammortizzare le asperità dei tratti rendendoli accattivanti. Dietro una cortina di capelli scuri il sorriso imperfetto diventa solare, il profilo importante diventa aristocratico. E gli occhi fanno capolino ammiccanti e lucidi di emozioni, nonostante qualche ombra li contorni. Ma devono essere cercati e trovati. Non gli sfugge nulla, ma non si fermano mai a lungo su qualcosa o qualcuno, non affondano nello sguardo degli altri, perché conoscono il proprio potere e lo usano solo in poche circostanze.

È un’avventura esplorare un viso nascosto, scopri particolari che te lo fanno conoscere meglio e tutto l’insieme diventa la somma di quei dettagli che alla fine non si ricordano più. Il risultato è proprio quello che uno non si aspetta. Così io sono anche questa faccia: qualche ruga nata dal buonumore, una lentiggine figlia del sole, un neo di bellezza. Un sorriso intrigante, una promessa nello sguardo, che quando decide di colpire si offre nudo in una emozione incontenibile.

E i suoni?

Un’immagine non può raccontare cosa esce dalle labbra, occorre ascoltare il tono, l’accento, i piccoli difetti di pronuncia. Una “s” un po’ stretta, per esempio, una cadenza esotica ma non collocabile, un tono sommesso, morbido, che oscilla tra il silenzio, una parola di troppo e una risata spontanea.

Monta il desiderio, come un’onda, incontrollabile. Qualcuno una volta ha detto che amava proprio il mio modo di parlare. Sorrido, perché anche io lo amo: mi rappresenta.

Di schiena ora, girata a tre quarti.

Una schiena nuda ha un fascino pulito, specie se vista appunto in questa prospettiva. Si intravede, si intuisce, si vorrebbe arrivare alla fine, ma non si vede nulla di più che le spalle strette e la vita sottile. Andando oltre si scoprirebbe il fianco generoso e la morbidezza che lo trattiene. I cosiddetti difetti estetici, anzi, gli inestetismi, non sono importanti. A nessuno dei miei amori sono importati, dopo tutto. Credo che nessuno li abbia proprio notati. C’era altro a cui pensare. Altro da fare.

Il profilo mostra curve e promontori. Di sicuro non siamo in pianura. Qui c’è da girare intorno al mondo, fare l’ottovolante, soppesare e assaggiare. Ma è troppo facile oggi mostrare queste zone, così spesso plastificate. Io non nascondo e non metto in mostra. Uno sguardo vi s’inciampa da solo. Anche il mio: indugia soddisfatto e le mani, piccole, proporzionate ai piedini di bimba, lo accompagnano in una carezza delicata che increspa la pelle.

Ecco, la pelle.

Liscia, chiara; d’estate, con la fortuna di riuscire a stare al sole, color biscotto. Mai troppo scura.
Ci vorrebbe uno scandaglio per navigare attraverso l’oceano dei nei e delle lentiggini che ricoprono la pelle. Una mappa segreta che nasconde il tesoro. Inutile mettersi a contarli, i nei, ci si perde il conto e il tempo. La pelle arde, è impaziente di contatto.

Il contatto è importante. La carezza nutre la pelle, la rinvigorisce, mette in moto sensazioni profonde. Mi piace il contatto tra due pelli. Mi piace il percorso di una mano calda sulla superficie. Mi piace chiudere gli occhi e sentirmi toccare. La fantasia vola, riscalda, prepara.

Toccatemi e mi accenderò.
Toccatemi con la delicata fermezza di chi sa di poter volere e ottenere, senza equivoci.
Cosa saranno mai questi equivoci.

Quando un uomo e una donna sembrano non capirsi in realtà è vero il contrario. Si sono capiti bene e si sono detti che non può andare.
Non è un problema. Tanto c’è sempre quello che non ha paura, non ha mezze parole, non ci gira intorno e scopre questo sogno erotico che a me sembra così lampante.

Io mi piaccio.

So di essere il sogno erotico che non tiene conto della bellezza scontata o degli anni addosso. A un sogno erotico non serve esibire un certificato, un comportamento, una correzione estetica per spiegarlo al mondo. Lui esiste e basta.
Io so chi sono, so cos’è il desiderio negli occhi degli altri, cos’è il fuoco del contatto e quello del giochiamo a immaginare.

Il mio sogno erotico vive per me e per chi lo sa vedere. E peggio per chi invece resta volontariamente cieco.

 

 

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