UN PREMIO A TELA DI RAGNO

A prima vista può sembrare incredibile, lo so. Però è successo.

La mia raccolta di racconti Tela di ragno si è aggiudicata un piccolo premio. Nell’ambito del concorso letterario Amarganta dedicato alla valorizzazione e diffusione degli ebook, giunto alla sua terza edizione, le è stato assegnato il premio speciale Migliore caratterizzazione di genere

con la seguente motivazione:

“Storie brevi raccontate da un punto di vista insolito, una girandola di sentimenti che oscilla tra la fiction pura e il realismo. Un alternarsi di sensazioni potenti che spingono prepotentemente alla lettura”.

Perché dico che può sembrare incredibile?

Perché parliamo di un libro piccolo, fatto di racconti semplici. Racconti umoristici alternati a racconti un po’ meno leggeri, racconti inverosimili mescolati a racconti molto concreti. Di fatto, un libricino uscito senza clamore per un piccolo editore, Giuseppe Meligrana, che ha avuto il coraggio di pubblicarlo, sia in ebook che in versione cartacea. Un libro che, uscito nel 2015, ad oggi ha venduto molto poco. Anche se chi lo ha letto lo ha apprezzato, non è un libro che ha sfondato, che sfonda, o che sfonderà.

Eppure questo libro si è aggiudicato già due premi.

La prima volta era ancora in forma inedita, leggermente diversa da quella definitiva successiva.

Al concorso letterario indetto dalla casa editrice L’erudita, nel 2013, il manoscritto si classifica al terzo posto. Vabbè, in concreto non ha portato a casa niente, nemmeno un pezzo di carta che attesti la qualificazione. Mai visto un concorso letterario più scalcinato, che non lasci alcuna traccia di sé. Poche righe sui risultati sono apparse sul sito, poi subito cancellate. Avevo fatto in tempo a salvare la motivazione che era stata formulata per me, prima che sparisse. Era questa, la riporto (e non l’ho inventata, giuro):

Per le mille sfumature che questa raccolta di racconti propone con una scrittura impeccabile; dalla delicatezza alla sofferenza, dall’humor al sapore favolistico, dalla poesia all’amore che travalica il senso comune. Storie a volte improbabili, altre realistiche, ma sempre intrise di un profondo senso umano e, proprio per questo, profondamente eterogeneo”.

A parte la delusione per la disorganizzazione complessiva, per la mancanza di un ricordo tangibile e per un viaggio a Roma fatto a vuoto, la motivazione era stata comunque apprezzabile, mi aveva fatto piacere e ben sperare.

E ora arriva quest’altro piccolo premio, con un’altra motivazione emozionante.
Allora mi faccio qualche inevitabile domanda.

I miei racconti, nella loro semplicità, sembrano piacere: chi legge finisce per trovare, fra tutti, quello in cui identificarsi; anche la raccolta intera evidentemente piace, visto che finora almeno un paio di giurie di persone competenti l’ha apprezzata. E allora, cosa manca a questo libro per andare avanti, almeno un pochino?

Non che si tratti di domanda esistenziale, fondamentale, vitale o filosofale.
Vivo e dormo ugualmente bene e, a prescindere dall’ovvietà che tutti vorremmo vincere il primo premio, sono comunque felice per questi riconoscimenti.
Diciamo che si tratta di chiedersi se in altre situazioni il famoso, sospirato, inafferrabile successo cui tutti aspirano sarebbe stato più a portata di mano.

Cosa è mancato, cosa manca, dunque?

Manca una diffusione capillare?
Manca una campagna pubblicitaria adeguata?
Manca il passaparola?
Manca semplicemente una marcia in più del testo stesso?
Manca di vincere un premio molto importante?
Certo. Manca tutto questo e forse anche qualcos’altro. Tipo la famosa botta di… fortuna.

Pazienza. Il mondo, questo mondo, va così: tutti conosciamo film, libri e canzoni che piacciono alla critica ma non ai botteghini. Ma anche se non vincerà uno Strega, anche se non sarà campione di incassi, Tela di ragno, nel limite delle sue possibilità, mi ha dato già tanto. Con ben due premi, sia pure di minore risonanza. Che tanto, ai premi importanti è quasi impossibile partecipare se non ti ritrovi in casa la vagonata di copie necessarie per iscriversi.

E comunque io resto molto affezionata ai miei racconti.

Amo Tela di ragno, per quel malessere indefinito che prende una donna delusa e insoddisfatta della sua vita e la porta a rifugiarsi in un impossibile sogno erotico per sfuggire alla realtà e sentirsi viva.

Amo Il postino che somigliava a Raoul Bova, perché io l’ho visto veramente (il postino) e perché con le sue atmosfere il racconto è un ricordo della bellezza e della gente del sud.

Amo Nanni e il Toro, perché mi ricorda una persona cara che possedeva un piccolo gregge di pecore; tramite lui ho conosciuto l’essenza della transumanza e il rapporto degli uomini con gli animali, che alla fine non è solo una questione di allevamento.

Amo Vino nuovo a San Martino, perché è una commedia allegra e leggera che mi diverte sempre quando la rileggo.

Amo Oro, perché mi fa riflettere sulla pochezza di quello che consideriamo materiale prezioso, che alla fine senza di noi non è nulla.

Amo La badante ucraina, perché è una storia drammatica ispirata a un fatto vero, di cui non conosco i dettagli, ma niente mi impedisce di credere che le cose siano andate veramente come le racconto.

Amo Stagioni, perché racchiude il mio immenso amore per il mare, il fratello liquido che accompagna le stagioni della vita.

Amo Sansone core de Roma, sia perché ha vinto dei premi, sia perché ancora mi commuove.

Amo Renzo, Lucia e il perdono, sia perché, anche lui, ha vinto un (secondo) premio importante, sia perché mi prende alla gola, in quanto tratta un tema a me caro: quello della perdita di un affetto a causa dell’esaurirsi della vita.

Amo Un maniscalco a “La fiorita”, perché parla di cavalli, e io amo i cavalli, e poi è divertente.

Amo Meg, perché è legato a molti ricordi degli esordi in campo letterario.

Amo Cuori senza frontiere, per la storia che vi è narrata, vera e piena di speranza.

Amo Partenze e speranze, perché sebbene scritto tanti anni fa, è ancora dannatamente attuale, una storia di emigrazione e immigrazione che si ripete.

Alla giuria del premio Amarganta i miei più sentiti ringraziamenti per questo riconoscimento.

 

(N.B. il libro è in vendita in tutte le librerie online, sul sito dell’editore, e può essere ordinato in libreria).

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