CARO BABBO NATALE.

Babbo Natale-3Caro Babbo Natale.

Lo so, già ti stupisci a vedere chi ti scrive: una che bambina certo non è, e che forse non ti ha mai nemmeno scritto prima, quando era il tempo giusto per farlo. Immagino che vorresti cestinare questa missiva, non è tuo compito badare agli adulti, tu esisti solo per i bambini, hai già il tuo da fare con quelle creature adorabili e impegnative e come i grandi non hanno tempo per te, tu non ne hai per loro.

Però Babbo Natale, ti prego, non mi lasciare naufragare nel disincanto di un’età che hai voglia a considerare ancora giovane, giovane non è. Non ti ci mettere anche tu a contribuire alla morte dei miei sogni di bambina, di ragazza, di donna; già è inevitabile, io sto lottando con tutte le mie forze per resistere. Aiutami. Ascoltami.

Vedi caro Babbo Natale, tu sei nato anziano, hai una bellissima barba bianca, forse non sei mai stato bambino e vivi in un mondo incantato dove tutto è magia e meraviglia, perfino il gelo del Polo Nord, che è poi dove abiti, più o meno. Hai renne che volano, elfi che lavorano cantando per te, tu fai il giro del mondo in 24 ore o poco più, sei sempre allegro e non prendi nemmeno il raffreddore. Fai un lavoro che ti piace e tutti ti amano. Diciamo che ti va bene. Non morirai mai, resterai per sempre così come sei e vivrai per fare ciò per cui sei nato. I bambini di buona parte del mondo ti conosceranno e ti ameranno. Ma non è che a tutti vada altrettanto bene.

Prendi proprio i bambini, per esempio. Ci sono posti dove i bimbi devono pensare solo a sopravvivere, a difendersi dagli adulti, a crescere alla meglio, a farcela in qualche modo. Sono convinta che anche a loro farebbe piacere incontrarti, vivere per un giorno un risveglio fantastico nel tuo magico mondo. Ma non possono. Il mio cuore è per loro. Perché i loro sogni sono costretti ad arenarsi su una spiaggia fatta del niente che posseggono. Vivere in mezzo alle bombe, nascere su un barcone in mezzo al mare, morire di malattie dimenticate dal popolo grasso e opulento, non è che renda facile sognare.sam

Babbo Natale, volevo scriverti di me, dei miei desideri che solo tu puoi realizzare, ma ho deviato un poco, perché i bambini vengono prima di ogni cosa. Così comincio con il chiedere per loro quello che chiederei per me: porta loro, con la tua slitta, prima di tutto un mondo migliore. Portagli il diritto di avere un futuro e un sogno. Tutti i bambini dovrebbero averlo questo diritto. Gli spetta per principio. Anche perché senza bambini un mondo non sarà mai più un mondo.

Portagli la poesia e la fantasia, insieme al cibo che non deve mancare mai, al sorriso e a due braccia di amore. I bambini sono il futuro, il sostegno di quelli che come me cominciano a difettare di tutte queste cose belle.

Caro Babbo Natale, dopo che hai distribuito tutto quello che ti ho chiesto ai bambini del mondo invisibile, quello più difficile da guardare, da accettare, da capire, ecco, se ti avanza qualcosa, portalo anche a me, per favore.

Sono stata bambina anche io, anche se, come dicevo, noi due ci siamo visti poco e niente e proprio non ricordo nemmeno una letterina che avesse il tuo indirizzo sulla busta. Non so se puoi immaginare quanto io abbia vissuto di fantasia, quanto di amore mancato, quanto di sogno, più che di giocattoli. Non so se sei al corrente di quanto ero felice con niente, se questo niente stava sulle pagine di un libro. E di quante volte ripetevo: quando sarò grande le cose saranno diverse, io le farò andare in altro modo. Credevo davvero che avrei potuto cambiare le regole dell’universo, liberarmi di un giogo pesante che mi obbligava a mordere il freno e mi impediva di volare alto. Sognavo la libertà, soprattutto.

Com’è andata ora lo vedi, Babbo Natale, e se non lo vedi ancora te lo spiego io.

Ho sempre avuto nel cassetto un sogno che mi spingeva ad andare avanti, come una carota davanti al muso spinge un asino ad avanzare. Sono diventata grande e continuavo ad avere sogni e a sperare in un futuro migliore. Cocciuta proprio come un asino. Resiliente, resistente, oltrepassavo le difficoltà semplicemente attraversandole, frugandole, vivisezionandole. C’era sempre un obiettivo davanti e tanto tempo per realizzarlo.

Bè, caro Babbo Natale, ora le cose sono un po’ diverse.

Gli obiettivi di allora li ho quasi tutti raggiunti, più o meno. Ci sono state delle varianti, diciamo, alla fine non tutto è andato proprio come avrei desiderato. La saggezza e l’esperienza guadagnata nel tempo mi hanno aiutato a bypassare le varie perdite e pure la delusione, anche se talvolta non è stato proprio facile.

E allora, mi chiederai tu perplesso, cosa vuoi da me?

tempo

Io vorrei soprattutto tempo. Perché a volte mi sembra di avere esaurito i sogni rinchiusi in quel cassetto, ma poi scopro che non è vero: è solo che non ho più tempo. Questi anni volati via mi hanno regalato tantissime cose, ma mi hanno rubato un bel po’ di domani. Non è mai dato sapere con precisione quanto resti lì davanti, ma è innegabile che a questo punto non è che si possano fare i salti mortali con gli avanzi. Eppure sto compilando una tale lista di desideri che non so se un’altra vita possa bastare a contenerli tutti.

Io non vorrei elencarteli tutti uno per uno, credo che a te importi poco e sono cose che, a parte quelli universali di pace e amore per tutti, da sempre in cima a tutte le mie liste, posso risolvere da me.

Come diventare una bravissima subacquea per esempio; ce la farò da sola prima o poi, è uno dei miei desideri più ostinati e difficili. So che non è impossibile, solo che ci vuole tempo, appunto (però se volessi regalarmi anche una piccola magia per abbreviarli, questi tempi, non ti direi mica di no). Vorrei esplorare fondali meravigliosi e sentirmi un pesce fra i pesci. Hai presente quanto tempo mi ci vuole solo per questo? E viaggiare per raggiungere quei luoghi diventerà anche sempre più faticoso; non è che mi regaleresti la tua slitta?

Oltre che nuotare vorrei anche imparare a volare con l’aliante, o con il parapendio, nel silenzio dell’altitudine: io, il vento e le aquile. Vorrei guardare le montagne dall’alto e godere del brivido dell’altezza. Ma mica basta un giorno!

E sai, vorrei anche avere il tempo di non fare nulla, di osservare il mondo e basta, come facevo quando ero piccola, seduta sugli scalini di un negozio sulla strada. Perché dall’osservazione poi nascono le storie che ora non mi vengono più, ché invece che sugli scalini sono seduta su una giostra che gira troppo veloce e non lascia spazio per nulla. Hai idea di quanto mi piacesse inventare storie? Possibile che devo archiviare questo sogno come appartenente a un passato che non torna, quando un altro dei miei desideri è scrivere una storia che tutti vorranno leggere?

Ho detto che non volevo entrare nel dettaglio della lista, ma un pochino mi sono sbilanciata. Non ci fare caso, non ti ho scritto proprio tutto. Non ti ho detto per esempio di quel desiderio privatissimo che non posso nemmeno nominare e che occupa gran parte dei miei pensieri; di quanto vorrei sentire di nuovo il cuore battere forte forte; del bisogno di provare emozioni tanto intense da afferrare alla gola. Non ti ho detto di quanto vorrei proteggere i miei affetti dalle brutture della vita e di quanto vorrei che questa vita non me li portasse via come ha fatto con gli altri.

Non ti ho detto niente di tutto questo e non te lo dirò. Ma tu che sei magico, babbo Natale, sai leggere anche nel profondo. Se scavi laggiù, nel mio intimo, dove nessuno ha accesso, capirai finalmente cosa ti chiedo veramente e perché ti scrivo.

Voglio emozione, voglio amore, voglio vita, voglio tempo. Voglio essere quella bambina che andava incontro al domani con forza, pazienza e voglia di farcela, che si commuoveva con niente e dal niente faceva nascere storie. Voglio che siano bandite le sofferenze, le perdite affettive, anche i crimini e gli egoismi. Voglio quel mondo magico che ti appartiene, dove il tempo non avanza e l’incanto è eterno.

Dai, non chiedo mica troppo, vero?

Spero di non averti fatto invecchiare con le mie richieste. Attendo fiduciosa, perché la speranza non va mai persa. E ti auguro un buon lavoro, nella notte più santa dell’anno, in cui tutto è possibile. Anche esaudire i desideri impossibili di una bambina un po’ troppo cresciuta. Buon Natale, Babbo Natale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: