Archive for the ‘letture’ Category

NON LASCIARMI

5 ottobre 2017

Una volta scrivevo quelle che si potrebbero chiamare recensioni, ma che in realtà erano solo opinioni personali senza alcuna pretesa. Molte sono andate perse perchè facevano parte del mio vecchio blog ingurgitato dal rifacimento estetico senza scrupoli dell’allora gestore. Però i testi li ho conservati. E sono felice, oggi che è stato assegnato il Nobel della Letteratura a Kazuo Ishiguro di riproporne una che riguarda un suo bellissimo libro.

Il libro si intitola Non lasciarmi. La recensione l’ho scritta nel 2007, diversi anni dopo l’uscita del libro e prima dell’uscita del film omonimo. La ritengo ancora valida, come attuale penso che sia la trama raccontata. La ripropongo e mi complimento con lo scrittore per il premio, a mio parere meritato. (more…)

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LETTURE AMICHE: (CON SORPRESA): CHIEDI SCUSA ALLA GUERRA, DI ALESSANDRO MORBIDELLI

9 aprile 2014

csagPer la serie letture amiche oggi parlo di un libro speciale, che mi sento onorata di aver letto così precocemente. In che senso precocemente, viene da chiedersi? Lo spiegherò in seguito. Intanto vanno detti titolo e autore. Si tratta di “Chiedi scusa alla guerra”, di Alessandro Morbidelli.
Il romanzo è il seguito del fortunato noir del 2010 “Ogni cosa al posto giusto” pubblicato da Robin Edizioni, ma in qualche modo può essere letto anche come libro a sé. I riferimenti alla storia precedente si spiegano in parte nel dipanarsi della trama; io però consiglierei la lettura di entrambi, nell’ordine di scrittura. (more…)

LETTURE AMICHE: “L’UOMO CHE VOLLE FARSI STREGA”, FRANCESCA GARELLO

23 gennaio 2014

luomo-che-volle-farsi-stregaPer la serie Letture amiche, oggi voglio parlare di un insolito libro di racconti: L’uomo che volle farsi strega, di Francesca Garello, Homo Scrivens editore, pubblicato nel 2013. Che sia insolito, credo che basti il titolo a supportarlo: qui ci troviamo di fronte a racconti molto strani… Insomma, si sa che è difficile parlare di una raccolta di racconti, forse mi spiego meglio chiacchierando dei singoli brevi testi che essa racchiude e che, lo ammetto, mi hanno divertita da matti. (more…)

LETTURE AMICHE: “L’ACQUA TACE”, PELAGIO D’AFRO

17 gennaio 2014

l'acqua taceMi fa piacere riprendere una vecchia abitudine persa solo per mancanza di tempo, non per mancanza di volontà o di materiale. L’abitudine, mantenuta per anni, di mettere nero su bianco le mie impressioni di lettura. Alcuni libri, infatti, non lasciano niente dopo la parola fine. Altri invece fanno pensare. Alcuni divertono, altri commuovono. Talvolta, pescati nell’immane offerta di questi anni, pur essendo stati graditi si finisce con lo smarrirne la memoria, ed è un peccato. Me ne sono resa conto quando un’amica mi ha chiesto di parlarle di un paio di romanzi che, come io stessa le avevo detto, mi erano piaciuti molto. Sì, però, a raccontarli… quasi non ricordavo più niente, a parte il fatto che mi erano piaciuti. Un po’ poco, certo. Ecco perché, tempo permettendo, vorrei riprendere questa sana abitudine. Una volta che hai scritto, la memoria resta (scripta manent, dicevano gli antichi) e se qualcuno domani mi chiedesse un parere su qualcosa che ho letto potrei rimandarlo al… link apposito. (more…)

L’ONORE DEI KEITA, DI MOUSSA KONATE’: UN AFRO NOIR

31 dicembre 2011

Mi è stato chiesto di leggere un libro e io l’ho letto, incuriosita perchè mi è stato presentato come un noir africano. Un afro-noir, per dire; insomma, un nero che più nero non si può. Imperdibile.

Ho cominciato ad amare l’Africa, letterariamente parlando, quand’ero più giovane, grazie a Wilbur Smith e ai suoi incredibili romanzi, ma al di fuori di Smith non avevo avuto modo di leggere altro. Questa è stata l’occasione. (more…)

MA TU SCRIVI?

7 novembre 2011

Ti domandano, con sorpresa: ma, scrivi?! (variante: ti piace scrivere?), e subito dopo, inevitabile come il temporale d’agosto, arriva la seconda parte della domanda: e cosa scrivi?

Tu che in qualche modo sai effettivamente scrivere con una certa padronanza, trovi nelle domande il pelo nell’uovo, ancora prima di articolare risposta. (more…)

TERRONI, di Pino Aprile (e l’Unità d’Italia, secondo me)

1 marzo 2011

Voglio dire anche io la mia sui festeggiamenti per l’unità d’Italia. Ricorrono i 150 anni dell’unificazione, non si parla d’altro, se si escludono brutti fatti di cronaca e i raccapriccianti e nauseanti particolari dei vizi privati (si fa per dire) di certi uomini pubblici. Quando alla fine si riesce a parlare dell’importante anniversario mi scopro a cercare, nei miserevoli comportamenti di una classe politica per lo più inetta ed egocentrica, qualcosa che somigli a delle motivazioni vere, a dei sentimenti sinceramente unitari e non frammentaristi. Ma vedo che in generale non esistono, o sono palesemente forzati. Come se l’unità nazionale fosse tutto meno che vera.
Un libro letto tempo fa mi ha fornito delle ipotesi sul perchè in fondo davvero uniti non lo siamo mai stati.

Ho letto Terroni (sottotitolo: “Tutto quello che è stato fatto perchè gli italiani del Sud diventassero meridionali”), di Pino Aprile, giornalista che conoscevo già di fama in quanto in passato scriveva per un noto settimanale per famiglie. Il libro, alla quindicesima ristampa, per copertina ha la significativa immagine di un’Italia meridionale rovesciata, con la Sicilia quasi per cappello. A me ha fatto un po’ impressione a vederla così. Però se ci penso mi pare che il disegno simbolico sia più reale della realtà geografica.
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REQUIEM PER UN CANE, di Carlo Coccioli (e il ricordo di Tobia)

21 novembre 2010

Ho scritto spesso, nel mio piccolo, racconti con animali protagonisti, sia come narratori in prima persona che come comprimari importanti. È un universo suggestivo, e succede che prima o poi chi è avvezzo alla scrittura si cimenti a parlarne, probabilmente per una questione di sensibilità. Fra gli scrittori autentici che lo hanno fatto, prima e meglio di me, c’è Carlo Coccioli, con il suo bel libro dal titolo Requiem per un cane, del 1973, riproposto di recente da Marsilio Editore.
Ho voluto leggerlo per vari motivi.
Il primo era che ero incuriosita dalla storia: lo scrittore ha tentato di raccontare il suo cane Fiorello, gli ha dato la voce, ha riassunto i loro tanti anni condivisi, un lungo amore, un’avventura terminata con la morte del cane.
Il secondo motivo era che conoscevo già l’autore, l’ho apprezzato in altri due libri, e volevo vedere come aveva trattato questo tema delicatissimo e molto intimo, pronta a cogliere eventuali insegnamenti, come sempre. (more…)

La trilogia di Millennium (Larsson), secondo me

1 settembre 2010

Non c’è niente di meglio dell’estate per dedicarsi a letture leggere. O almeno a quello che uno s’immagina tali.

Da tempo avevo comprato la trilogia di Millennium, dello svedese Larsson, lasciandola poi languire sugli scaffali. L’avevo acquistata seguendo una serie di logici motivi, se proprio si vuole dare un senso ad un acquisto.
Mi aveva colpito il fatto che, finito di scriverla, l’autore è morto a causa di un infarto, in età ancora giovane. Leggenda metropolitana vuole che, mancando in modo così improvviso, Larsson abbia lasciato incompiuto il segretissimo seguito e un’ipotesi di una decina di volumi seriali. Dicerie a parte, mi sono romanticamente figurata quanto sia stata grande, enorme, la fatica di scrivere, se la stesura di questi romanzi è costata la vita all’autore. Il pensiero di uno scrittore che muore sulla sua opera e non riesce a goderne dell’enorme successo mi commuove. So bene che altri autori hanno avuto il destino di una pubblicazione postuma, in passato, e confesso che per tutti sento lo stesso moto di simpatia e rispetto. Come gli eroi risorgimentali che sono morti per il puro ideale di Patria, senza riuscire a vederla mai unita e libera, questi scrittori sono eroi morti per/con il puro desiderio di dar vita ad un’idea, senza riuscire a vederla vivere.
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VENTO SCOMPOSTO, DI SIMONETTA AGNELLO HORNBY, E I MIEI DUBBI DI LETTURA

6 luglio 2010

A volte i libri ci lasciano un po’ così.  Qualcosa non ti soddisfa fino in fondo. Hai letto la storia, ti è piaciuta però… c’è un però e non sai cos’è.
Ora provo a chiedermelo, cos’è questo però.

Il libro in questione è Vento scomposto, di Simonetta Agnello Hornby, scrittrice italiana che di professione fa l’avvocato a Londra, dove risiede da molti anni. Per la precisione è un avvocato dei minori, molto attiva e di una certa fama. Professione che svolge decisamente con passione, dato che ha deciso di riversare in questo suo romanzo, in chiave più o meno narrativa, quella che è la sua esperienza professionale.
La storia infatti parla di abusi, reali o presunti, presenti o passati, su bambini. Il pane quotidiano, insomma, per il nostro avvocato. (more…)