Archive for the ‘pensieri’ Category

CALCIO, AL NATURALE

3 settembre 2014

calcioI ragazzi non scherzano, ci danno dentro. La giornata non è particolarmente calda, non c’è pericolo che lo sia in questa estate pazza e umida, però c’è afa, muoversi è faticoso, lo è perfino pensare. Eppure loro sono in pieno allenamento: caldo o non caldo, pioggia o afa, gli tocca.
Fare parte di una squadra di calcio che milita in una categoria importante, pur se a livello dilettantistico, richiede impegno. Mica parliamo della squadretta improvvisata all’oratorio. Qui, nel gioco, si fa sul serio. (more…)

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CORPO ANTICO

7 agosto 2014

bagnante-di-renoirIo ho un corpo antico. Di quelli che non si usano più e chissà se si sono mai usati. Non parlo tanto di vecchiezza, ma di moda.

La moda nel tempo cambia in continuazione. (more…)

IN ACQUA

1 marzo 2014

nuotoLa corsia della piscina con l’acqua bassa, circa un metro e quaranta, è libera. Le altre sono invase dai ragazzi che un po’ imparano a nuotare e un po’ fanno gare tra loro. Sono allegri, schiamazzano, spruzzano schizzi e vitalità fra grida e risate. Nella corsia bassa non c’è nessuno, loro la disdegnano, giustamente. È roba per bambini, anziani e schiappe. È il posto giusto per me. Che non sono anziana, non ancora. E non sono certo una bambina. Forse sono una schiappa, ma non è questo il motivo per cui mi ritrovo qui. (more…)

UMANITA’ IN MOVIMENTO

16 febbraio 2013

Da tanto tempo non prendevo più il treno. Le occasioni si sono ridotte con l’aumentare degli impegni e… l’avanzare dell’età. Non è per buttarsi giù, ma è innegabile che si ha sempre meno voglia di affrontare viaggi brevi e brevissimi, perchè stancano molto e fanno vedere poco. Piuttosto, crisi permettendo, meglio dedicarsi a una bella vacanza rilassante e lunga almeno qualche giorno.

Però capitano anche delle circostanze piacevoli per cui bisogna rimettersi in viaggio, e se anche la trasferta dura poco e le fatiche che ne derivano durano al contrario qualche giorno di troppo, ecco che comunque si parte volentieri. (more…)

CIAO RITA

30 dicembre 2012

Se n’è andata, a 103 anni. Si sprecheranno molte parole, molte commemorazioni in sua memoria, una in più non cambierà quello che è stata. Quello che segue lo avevo scritto in occasione del suo centesimo compleanno, e lo voglio riproporrre, perchè non ci aggiungerei una virgola, dopo 3 anni.

Levi_MontalciniR_smallCompie cento anni. Un secolo. Esile, leggera come una nuvola, ma con la mente tutt’altro che persa nel blu.

Ha i capelli bianchi e la pelle di carta velina. Somiglia un po’ alla nonna di Titti il canarino, ma molto più magra ed elegante. E a pensarci bene, non porta mai neanche gli occhiali. Possibile che non ne abbia bisogno?

In realtà i giornali si affrettano ad informarci che la dolce signora quasi non ci vede più e ci sente poco. Ma a sentirla parlare, a guardarla negli occhi, nessuno ci crede. (more…)

OLIMPIADI

13 agosto 2012

E ora che tutto è finito? Cosa mi resta di questi quindici giorni di fatica e sudore? Giorni che si ripresentano puntuali ogni quattro anni e che non se ne vanno senza prima aver lasciato un segno tangibile del loro passaggio.

Ogni quattro anni mi si dà la possibilità di diventare grande. O forse dovrei dire: di sognare in grande. Quando mai capita l’occasione di praticare tutti gli sport in una volta sola, di vincere medaglie fatte con i metalli più preziosi, di esibire una forma fisica da paura?

Ecco a cosa servono, a me, le olimpiadi. (more…)

PASSEGGIANDO IN BICICLETTA

27 luglio 2012

Girano le gambe, in un susseguirsi di cerchi nell’aria. E insieme, in perfetta sincronia, girano le ruote della bici. Non occorre fare in fretta, fare con forza, fare fatica. Basta girare, e la magia è compiuta.
In equilibrio su due ruote magre, da non credere che sia possibile, si macinano chilometri in tempo breve e si vede un mondo diverso.

Il sole sulla pelle è caldo, regala una sensazione che riempie di benessere: il sole è fonte di vita, dicono, e come si fa a non crederci in questo pomeriggio estivo? I suoi 34 gradi asciugano l’umidità che affligge le ossa per tre quarti dell’anno. Trentaquattro gradi e non sentire niente più che una lieve carezza. (more…)

PASQUA

6 aprile 2012

Alle 15 in punto suonavano le campane dell’agonia, il venerdì santo. Gesù era morto, come da più di duemila anni a questa parte. Al catechismo e pure a casa, dalla nonna, non mancavano mai di ricordarlo. Del resto il venerdì santo era giorno di digiuno e astinenza dalle carni. Cavolo, ero sicura si parlasse di carne da mangiare e così ce lo passavano: infatti al massimo erano cicorie bollite o baccalà, per chi voleva mangiare. Negli anni, quanto meno il dubbio che astinenza dalle carni volesse dire altro, mi è pure venuto… ma mi sa che non ho mai fatto attenzione ad astenermi in questo giorno, né in un senso né nell’altro.
Se già con la mia generazione si cominciava a dare poco peso a queste antiche tradizioni, ora ho l’impressione che siano andate del tutto perdute.

Eppure qualcosa resisteva anche allora. (more…)

LA PAURA DELLE DONNE

8 marzo 2012

Io e la paura di essere donna abbiamo dovuto convivere. All’inizio non ci conoscevamo molto bene, ci sfioravamo ignorandoci, ben consapevoli della reciproca esistenza, ma poi siamo state costrette a essere inscindibili.

A dire il vero già da piccola mi dicevano di fare attenzione, cercavano di inculcarmela, la paura. Essere donna, o anche trovarsi in quella condizione intermedia in cui non sei propria una donna, ma nemmeno più una bambina, comportava, a detta di tutti, il dover “fare attenzione”. Me lo hanno detto il giorno che è comparso il ciclo, mentre mi consegnavano anche 500 lire come augurio per essere diventata donna.
Cioè, se ben capivo, diventare donna voleva dire che ti capitava una cosa così fortunata che ti regalavano dei soldi, ma al contempo diventava una condizione obbligatoria a “ fare attenzione”. Ma attenzione a cosa? (more…)

SENZA QUALCOSA

23 febbraio 2012

Si diffonde la musica nel teatro, le luci soffuse e le note in libertà segnano l’inizio dello spettacolo. Il balletto iniziale ogni volta stupisce. Stavolta fa qualcosa di più: commuove.
Una figuretta snella appare nella penombra, e la luce della ribalta è subito per lei, che inizia la sua danza. È una farfalla, si libra sul palco circondata da una chioma di bellissimi capelli ricci che le arrivano alla vita. Assurdamente ci si chiede come farà a pettinare quel prodigio, e come farà, la farfalla, a fare tante altre cose. Perchè lei vola, sì, e danza, ma senza ali. (more…)