Archive for the ‘Senza categoria’ Category

CONVALESCENZA

27 maggio 2017

Doveva succedere prima o poi. La battuta d’arresto che non ti aspetti. Quella che ti dice che ti devi fermare, che stai chiedendo troppo al tuo corpo. Così il corpo si ribella e ti manda un segnale di protesta. Si rompe. E ti costringe a uno stop imprevisto e imprevedibile. (more…)

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UTOPIE POSSIBILI

6 maggio 2015

utopiaFacciamo il punto della situazione.
I punti fermi aiutano a prendere fiato.
A prendere le distanze.
A prendere coscienza della strada fatta e di quella che resta da fare.
A prendere decisioni.
Insomma, mettiamo un punto e vediamo a che… punto siamo.

Dovrei dire: a che punto sono. È di me che stiamo parlando. Del momento pazzesco che sto vivendo da qualche mese, forse da un anno. Delle utopie possibili che sto coltivando, tutte insieme. (more…)

CANTI D’ABISSO E LA PRESENTAZIONE ACQUATICA

4 giugno 2014

canti d'abissoNon è mai troppo tardi per sperimentare nuove emozioni, né per raccontare quelle già vissute. Quando credi di averle già consumate tutte o quasi ne arriva una nuova, imprevista, intensa come poche, e tu puoi solo meravigliartene, godertela e ringraziare chi ti ha permesso di viverla in pieno.
La scrittura è per esempio una fonte di emozione inesauribile; a me ha riempito la vita di persone, situazioni, avventure che non sarà facile dimenticare.
Una di queste avventure si è conclusa da poco e solo ora, a distanza di giorni, riesco a trovare il tempo e le parole per descriverla. (more…)

I GIORNI DELL’ARCOBALENO: ricordi di scuola

13 settembre 2011

La mamma accompagnava la bambina il suo primo giorno di scuola. Andavano a piedi, in una splendida mattina di ottobre del sud. Era la fine degli anni Sessanta: il futuro era lontano per la bambina, a scadenza molto più breve per la donna, ma intanto entrambe si avviavano inconsapevoli come per una tranquilla passeggiata fra le strade cittadine, insieme, mano nella mano. Gli ingorghi del traffico cittadino erano solo una fantasia degli anni a venire che, di lì a breve, l’austerity avrebbe per giunta censurato. Nel frattempo, durante il tragitto casa scuola le raccomandazioni si sprecavano. La mamma diceva alla bambina che doveva lasciarla a scuola, ma poi sarebbe ritornata a prenderla, non doveva mettersi a piangere. Conosceva bene la sua piccola, sapeva quale sarebbe stata la sua reazione nel trovarsi sola e voleva aiutarla a difendersi dall’eccesso di sensibilità. Meno di una decina d’anni dopo, andandosene definitivamente e dolorosamente, non avrebbe avuto il tempo di fare lo stesso, e non sarebbe mai più tornata a riprenderla né a consolarla della sua assenza. (more…)

IL GATTO CHE NON SA CADERE

29 luglio 2010

il naso di belfiSì lo so che sono un gatto e che da me ci si aspetta che mi comporti come un gatto. Che mi arrampichi ovunque, che faccia salti pazzeschi, che caschi sempre in piedi e che le mie sette vite me le consumi un po’ alla volta.

Io però ancora non so bene come si fa a fare il gatto. (more…)