Archive for the ‘viaggi’ Category

CARBO-FUS A NAPOLI!

5 febbraio 2016

fuscarboneria-letteraria

 

 

 

 

 

Venerdì 29 gennaio. Sono in viaggio sul Frecciarossa. Contrariamente ai miei timori, supportati dalle ultime avventurose trasferte, tutto finora è andato bene. Niente ritardi, guasti, incidenti.
Poca gente viaggia con me, educata, per niente caciarona. Il viaggio ideale, quasi. Se si fosse eliminato un cambio del tutto inutile, sarebbe stato perfetto.
Sto andando a Napoli. E sono molto emozionata per vari motivi. (more…)

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VACANZA 2015

31 luglio 2015

MAREAnche quest’anno la vacanza è arrivata e finita. Talmente veloce da passare quasi inosservata se non fosse che, come tutte le volte, ha lasciato qualcosa che rimarrà nel tempo. Emozioni, sensazioni, immagini, pensieri. Un pezzo di storia, della mia storia, qualche appunto di vita, che scrivo qui per fermarlo nella memoria.
Cosa dunque mi resta, di questi pochi giorni staccati dalla quotidianità, dai doveri, dalle cose di tutti i giorni?

Ecco, di sicuro mi resta proprio di aver goduto di quello stato di sospensione necessario a recuperare le forze, senza il quale non ce la farei ad affrontare la seconda metà di questo anno così intenso e vorticoso. Pochi giorni, in cui però la mente si è svuotata, non più presa dalla pianificazione di ogni minuto, dal timore di non farcela a fare tutto. Non ci sono stati pensieri di lavoro, programmi di studio, compiti da eseguire, faccende da sbrigare. Solo un salutare vuoto rigenerante, un vivere alla giornata, anzi, minuto per minuto, senza il dramma dell’orologio, del tempo scandito e insufficiente. In quei giorni l’orologio non l’ho quasi mai indossato. Il tempo andava per conto suo, stravolgendo abitudini fossilizzate dalla necessità. Prendere quello che viene, semplicemente, senza esserne responsabile. Magari fosse possibile sempre, anche nei restanti mesi, settimane, giorni dell’anno.

Mi resta anche un calore favoloso, come da tempo non avvertivo più. La vita al nord difetta di quel calore, che quando c’è non è comunque uguale a quello che ti avvolge al sud. Un caldo che liquefa i pensieri, rallenta i movimenti, purga dalle tossine attraverso il sudore, che zampilla anche semplicemente vivendo, anzi, vegetando immobili, incapaci di fare qualsiasi cosa. Grande complice dello stato di sospensione di cui parlavo. Grazie a Caronte, l’anticiclone africano che rende bene l’idea di quello che può essere il clima nel continente nero. Magari alla lunga sarebbe insopportabile, ma in quei pochi giorni è stato in grado di asciugare le residue umidità delle mie ossa ammuffite.

Soprattutto, direi, dei giorni di assoluta vacanza mi resterà per sempre l’emozione di avere vissuto meglio del solito il rapporto con il mio mare. No, non sono diventata all’improvviso campionessa di qualche sport acquatico. Semplicemente, dopo quasi due anni di duro lavoro in piscina, l’acqua del mare mi è sembrata leggera come aria. Mi ci sono calata come non avevo mai fatto prima, con più padronanza e meno timore. Ho immerso la testa nell’acqua cristallina e ho visto chiaramente il fondale che si intravede anche dall’alto. Ho nuotato in mezzo a pesci colorati, che non saranno quelli del mar Rosso, ma sono quelli di casa nostra, belli a prescindere. E comunque non è che ovunque nei mari del nostro Paese puoi concederti questo divertimento. Là dove il mare è marrone, e gli scarichi industriali mal filtrati, per esempio, te lo puoi scordare il pesce che gioca a nascondino con le tue gambe. Ho percorso distanze che non so calcolare, ma che di certo sono più grandi del mio standard degli ultimi anni.
Non so descrivere quanto mi abbia riempito di gioia una semplice nuotata. Non riuscirò mai a spiegarlo. Ora che sono tornata in piscina ho ripreso la fatica del cloro, dimenticata nel sale, e ancora cerco i pesci tra le piastrelle. Anche quelli dispettosi che ti mordicchiano se polleggi troppo pigramente andrebbero bene. Ma non ci sono.

E sarà stata l’aria di mare, il sole, lo spensierato clima vacanziero, ma di certo non potrò non portarmi via la bellezza selvaggia di alcuni ragazzi senegalesi che facevano animazione in spiaggia ballando e facendo ballare i balli caraibici ai turisti immersi a metà nel mare. Corpi neri come la notte, scolpiti dal ballo o dallo sport, capelli acconciati in treccine capricciose, aria indifferente e quasi annoiata, che stonava con la vitalità della musica. Vitalità che però emanava da ogni fibra di quei giovani corpi, con un fascino sconvolgente che sa tutto di Africa. Credo che molte signore nel vederli non li abbiano neppure per un attimo considerati immigrati, forestieri, usurpatori, invasori e quant’altro. Chissà se invece qualcuno di quei ragazzi è arrivato su un barcone attraverso il Mediterraneo?
Forse anche per omaggiare tanta esoticità mi resterà di quei giorni una treccina colorata che mi sono fatta fare da una giovane donna senegalese. Girava sulla spiaggia rovente con i suoi fili colorati, con le foto di ragazze dalla testa piena di fitte treccine. La prima pazzia avrebbe voluto riempirmi anche io la testa di trecce. Poi mi sono accontentata di una pazzia più piccola. Ho scelto i colori, e le abili mani della donna me li hanno intrecciati in pochi istanti su un ciuffo di capelli.treccia
Nel frattempo mi sono fatta raccontare un po’ della sua storia. Due figli che studiano in Italia, lei che lavora così per aiutarli, il ritorno in Senegal quando possibile, ogni due o tre anni.
Ascoltavo affascinata, mentre seguivo incantata il lavoro delle sue mani. Quante storie difficili hanno sulle spalle queste persone che noi vorremmo scacciare come mosche. Perché non ci fermiamo più spesso ad ascoltarle? Potremmo imparare qualcosa.
Terrò questa piccola treccia a dispetto dell’età che mi vorrebbe “matura”, a ricordo dei ragazzi che ballavano sulla riva e della donna che accontentava la vanità delle signore in vacanza per consentire ai propri figli di migliorare la propria vita con lo studio.

Cos’altro resta? Del solito viaggio allucinante, con guasti e ritardi di prammatica, mi resta negli occhi l’immagine di una ragazza gravemente disabile in carrozzina, parcheggiata da sola in un deposito bagagli, senza aria condizionata, senza accompagnatore. Piccolo, inerme vegetale, già incapace di esprimere il disagio (ho caldo, ho sete, sono stanca), abbandonata, anche solo momentaneamente, come un ingombrante pacco che non si sa dove poggiare.
Capisco che forse non è così, che il suo accompagnatore magari era solo andato in bagno, che forse nella realtà è ben accudita e amata. Ma vedere quella creatura sola, insieme a pacchi e bagagli come fosse una di loro, senza un’anima e senza bisogni, fosse solo per pochi minuti, mi ha stretto il cuore e mi ha riempito di pensieri.
Quanto sappiamo, noi che stiamo bene, di come è difficile accudire creature così fragili? Quanto siamo bravi a giudicare chi invece lo fa quotidianamente con sacrifici enormi? Quanto sappiamo di come è difficile fare un viaggio con loro fra strutture inadeguate? E cosa sappiamo di quello che passa per la mente di tali creature? Cosa avrà provato la ragazza nel ritrovarsi sola nel deposito bagagli di una grande stazione? Cosa proverà, tutti i giorni, nel non essere in grado di esprimere un desiderio, un bisogno, una sensazione?
Non sono domande vacanziere, costringono a riflettere, e con il caldo, con il clima di sospensione che sentiamo di meritare dopo un anno pesante, con il mare che ci aspetta, non ci viene voglia di affrontarle.
Però dovremmo. Le vacanze spensierate non sono per tutti.

VACANZE

12 luglio 2013

 

1 la spiaggiolaAnche stavolta la pausa estiva per me è finita. Le ferie sono un sacrosanto diritto, in particolare quelle estive. È il momento in cui ci si ricarica, ci si lascia alle spalle tutte le beghe di lavoro, le fatiche e lo stress. Il momento giusto per ossigenarsi, rigenerarsi, riposarsi, riattivare le funzioni di una vita normale. Insomma, quasi normale. Quando si va fuori per una vacanzina, infatti, si conduce un ritmo di vita che non è proprio di tutti i giorni… magari lo fosse!

Ma chi se ne impipa se magari ci si stanca di più che andare a lavorare… è un’altra cosa! Niente corse qua e là con l’orologio sotto agli occhi, niente ferree regole da seguire, specialmente in caso di dieta perenne, niente attenzioni all’aspetto o, viceversa, una cura particolare, osando look che in città manco ti sogni.

Libertà assoluta. O giù di lì. (more…)

UMANITA’ IN MOVIMENTO

16 febbraio 2013

Da tanto tempo non prendevo più il treno. Le occasioni si sono ridotte con l’aumentare degli impegni e… l’avanzare dell’età. Non è per buttarsi giù, ma è innegabile che si ha sempre meno voglia di affrontare viaggi brevi e brevissimi, perchè stancano molto e fanno vedere poco. Piuttosto, crisi permettendo, meglio dedicarsi a una bella vacanza rilassante e lunga almeno qualche giorno.

Però capitano anche delle circostanze piacevoli per cui bisogna rimettersi in viaggio, e se anche la trasferta dura poco e le fatiche che ne derivano durano al contrario qualche giorno di troppo, ecco che comunque si parte volentieri. (more…)

VACANZA 2012

22 giugno 2012

Una vacanza è una vacanza, in qualunque modo la si trascorra. Se poi la si passa in un modo piacevole, ancora meglio, e pazienza se non tutto è stato perfetto.

Quest’anno si va a Grado, l’isola del sole, in terra friulana. Per la precisione nel tratto Pineta, fuori dal centro.

Arrivare a Grado è di per sé un’emozione: bisogna percorrere uno stretto ponte in mezzo al blu della laguna, sospesi tra mare e cielo. Una visione che rallegra.
Si segue la litoranea e in un attimo si arriva a destinazione. (more…)

IL MONDO SOTTERRANEO DI FRASASSI

19 settembre 2011

Il mondo è impazzito, annegato da una furia temporalesca prepotente come poche. La luce è da crepuscolo perenne e le temperature si sono abbassate di almeno 15 gradi. È così: le stagioni si susseguono, il clima muta, e la malinconia avanza.

Ma questo accade in superficie, dove gli esseri viventi faticano ad adeguarsi ai cambiamenti. Ci sono luoghi del pianeta invece in cui i mutamenti sono lenti, il microclima non varia e non ci si accorge di cosa c’è “lì fuori”.
È il mondo sotterraneo, l’ipogeo, le grotte. (more…)

TORINO, FIERA DEL LIBRO IN CARBONERIA

26 maggio 2011

E anche quest’anno c’è stata Torino! Sono trascorse già due settimane, a dire il vero, ma il mio tempo è quello che è, e prima non sono riuscita a completare il resoconto. Racconto ora, con colpevole ritardo, la cronaca di una bellissima trasferta con amici cari.
Ogni tanto capita di avere la fortuna, o almeno la possibilità di fare qualcosa di diverso. E se questo qualcosa di diverso è pure bello, non si può chiedere di più.
Così, senza troppi intoppi né troppa programmazione, anche stavolta ho potuto andare nella bella Torino. Non per rivedere la città, che pure mi sarebbe piaciuto molto, ma per visitare la nuova edizione della Fiera del Libro. Nel mio piccolo, anche come autrice. Ma va’… ma sì. Ho detto nel mio piccolo, piccolissimo.
Che poi bisogna vedere quanto è piccolo.
Tutto merito della mitica Carboneria Letteraria, il collettivo di scrittori folli che mi comprende, bontà loro, e che quest’anno si è guadagnata la possibilità di fare due presentazioni al Lingotto. Chiamalo poco. (more…)

LA PRIMA DOMENICA AL MARE

23 maggio 2011

Il primo giorno di mare della stagione!

È solo maggio, che da poco ha superato la sua prima metà, ma il tempo matto fa illudere che sia luglio. In montagna c’è caldo, ma non esagerato. Le nuvole passano, lasciano una schizzata di pioggia a macchia di leopardo, e se ne vanno. Ma qualcosa mi dice che al mare troverò quello che sogno da mesi: sole e caldo vero.

È una scommessa. Altre volte sono arrivata fuori stagione nelle più rinomate stazioni balneari di questo instabile, meteorologicamente parlando, nord-est, cercando il caldo e trovando freddo e vento. Niente può rassicurarmi sul fatto che anche oggi non vada così. Tuttavia qualcosa mi dice che oggi andrà bene.
Qualche notte fa ho sognato per davvero un mare meraviglioso, calmo, verde e azzurro, ho sentito sulla mie pelle il calore del sole e il sapore del sale. Era solo un sogno, ma ci ho creduto. (more…)

A TORINO, FRA LIBRI E STORIA (parte terza)

5 giugno 2010

Per strada, dopo esserci recate finalmente a incontrare il Po e i suoi famosi murazzi, nel centro torinese del passeggio, e di negozi artigianali di classe, ci imbattiamo ancora in un luogo storico che non possiamo non osservare da vicino.
Una piazzetta, piuttosto piccola, che comprende un enorme palazzo, un teatro, un ristorante e una statua. Sentiamo una guida raccontare a un gruppo di turisti, sfiniti come noi, l’importanza di questo luogo. Mi accodo, con aria indifferente e partecipe al gruppo, e ascolto anch’io. (more…)

A TORINO, FRA LIBRI E STORIA (parte seconda)

4 giugno 2010

Il secondo giorno a Torino si apre con un tempo incerto, ma alla fine prevalentemente primaverile. Brezza fresca, quasi fredda, sole caldo. La moda delle signore in passeggiata non disdegna stivali invernali e giacche pesanti o pile, e tuttavia si aggrappa anche, speranzosa, su magliette estive e sandali aperti.

Cominciamo la nostra esplorazione cittadina dal centro. È così bello fare i turisti senza altro pensiero che andare in cerca di qualcosa di bello da guardare. E qui le cose belle non mancano di certo.

Scopriamo che a pochi passi da noi ha dormito Mozart, in quello che oggi è un albergo, e forse era, ai tempi, qualcosa di simile. Nello stesso posto, in questa casa, un certo sacerdote, tale Giuseppe Cottolengo, assistette impotente alla morte di una donna malata senza poterla salvare, e la cosa lo turbò tanto che da lì maturò l’ispirazione a costruire il celebre istituto di assistenza che porta il suo nome.

L’ho detto, a Torino si respira la Storia. E io non ho neppure la macchina fotografica, che si è scaricata irrimediabilmente in un amen, e non posso immortalare queste meraviglie. (more…)